Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca Brescia 2 / Via Cipro

"Se non paghi ti ammazziamo": chiesti 28 anni di carcere alla banda dei 'cravattari'

Sei persone indagate, per tre di loro chiesti circa 28 anni di carcere: accusati a vario titolo di estorsione, usura e perfino incendio doloso. Il 10 maggio prossimo la sentenza con rito abbreviato

Avrebbero minacciato e non poco i loro clienti: “Se non paghi ti facciamo le scarpe di cemento”. Una minaccia di stampo mafioso, e che aggraverebbe ancora la loro posizione. In tutto sono sei gli indagati, tre di loro a processo con rito abbreviato e sentenza prevista per il 10 maggio, un quarto che sarà processato proprio in primavera, altri due in attesa di dibattimento.

Insieme formavano la cosiddetta banda dei “cravattari”. Accusati di usura ed estorsione, minacce e perfino incendio doloso: il capofila della banda sarebbe stato tra i 'promotori' del rogo doloso al centro estetico “La Fonte della Bellezza” di Via Cipro, a Brescia il 13 marzo del 2014.

I nomi e le richieste di condanna da parte dell'accusa: 12 anni a Francesco Messina, calabrese ma trapiantato in città. Cinque anni e quattro mesi alla moglie Debora Chiesa, undici anni e 4 mesi a Raffaele Menni, originario di Catanzaro.

Gli altri indagati: Ludovico Mazzolari, Carlo Linetti e Roberto Pinzoni. Ognuno con posizioni diverse, e con diversi capi d'accusa. Il primo, ad esempio, da affiliato alla banda si sarebbe poi tramutato in vittima.

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