rotate-mobile
Cronaca Centro / Via Mantova

Serranda giù dopo quasi 50 anni, chiude storica bottega: "I rincari sono la mazzata finale"

Lo scorso 31 dicembre si è abbassata per sempre la serranda dello storico negozio "El Curniser" di via Mantova a Brescia.

"Brescia Capitale della cultura 2023... Una cultura spreca, usa e getta", si legge sul cartello affisso sulla serranda, abbassata sulla storica bottega situata a due passi da piazzale Arnaldo, quartiere della movida cittadina. Perché dietro alla chiusura de "El curniser", dove da quasi 50 anni si realizzano e vendono cornici, non ci sono solo la crisi, la spregiudicata concorrenza della grande distribuzione e i rincari delle materie prime. Ai problemi di natura economica, si sommano le radicate abitudini della società odierna: il consumismo sfrenato che porta al compra-usa-getta, piuttosto che a riparare e a riutilizzare.

Lo sa bene Stefano Sina: sei anni fa ha rilevato l'attività di famiglia - la bottega era stata avviata dal padre Ferdinando nel 1975 - facendo il possibile per mantenere viva la tradizione e il mestiere imparato fin da piccolo nel retrobottega. "Ci ho investito denaro, voglia ed energia e ora mi ritrovo con cumulo di debiti da pagare - ci racconta con la voce che tradisce delusione e rammarico -. Ho resistito alla pandemia, ma il netto calo della clientela cominciato in estate, dovuto alla preoccupazione delle famiglie per l'aumento esponenziale delle bollette e al caro vita, oltre ai rincari record delle materie prime sono stati la mazzata finale: i prezzi di legno, carta e cartone sono raddoppiati dalla scorsa primavera. Così non potevo andare avanti, l'unica opzione era quella più dolorosa, cioè chiudere l'attività".

La serranda della bottega, dove Stefano ha trascorso buona parte della sua infanzia e adolescenza, si è abbassata per sempre lo scorso 31 dicembre. Resta l'amarezza, ma anche la rabbia nei confronti della politica "incapace di dare un concreto sostegno alle attività artigiane - prosegue il 43enne -. Noi commercianti siamo sommersi dalle tasse e tutti gli aiuti dei governi degli ultimi 15-20 anni sono stati proprio a sostegno delle multinazionali".

Un mestiere che sta scomparendo quello del corniciaio - i negozi superstiti in città si contano sulle dita di una mano - anche per le mutate abitudini dei consumatori: "Le nuove generazioni sono poco interessate all'arte - spiega Stefano -. Nelle case oggi vedo ben pochi quadri appesi sulle pareti e comunque la clientela si orienta su cornici low cost prodotte dalla multinazionali con materiali che non sono di certo il legno. Cornici che, una volta rotte, non sono più riparabili. Di questo passo non so dove andremo a finire: scompariranno i lavori di artigianato e anche le case saranno tutte standardizzate".

Ma quella del corniciaio di via Mantova non è l'unica serranda abbassata nella zona. Proprio accanto alla bottega ci sono le vetrine rimaste vuote da quando - ormai diversi anni fa - ha chiuso un punto vendita della gelateria Bedont. A pochi metri di distanza alla fine dell'estate avevano alzato bandiera bianca due dei tre negozi che affiancano il supermercato Coop (resiste solo il punto vendita della catena Ovs).

Serrande che si abbassano inesorabilmente una dopo l'altra, proprio nell'anno in cui Brescia, insieme a Bergamo, è capitale della Cultura italiana: "Che immagine daremo ai tanti turisti attesi nei prossimi mesi in città?", conclude laconicamente Stefano.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Serranda giù dopo quasi 50 anni, chiude storica bottega: "I rincari sono la mazzata finale"

BresciaToday è in caricamento