Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Centro / Viale Rebuffone

Dopo 40 anni chiude la storica edicola: "Per i giovani quest'attività non ha futuro"

A novembre chiuderà i battenti l’edicola di Porta Venezia a Brescia: la coppia che la gestisce, dal maggio 1979, non ha trovato acquirenti

Callisto e Anna. Sempre insieme, dietro il banco dell’edicola del parco Rebuffone. Un’istituzione, un punto di ritrovo e di socializzazione per il quartiere Porta Venezia, oltre che un luogo dove acquistare quotidiani e decine di riviste specializzate. I loro nomi sono i primi che generazioni di bambini hanno imparato a pronunciare. Per i più piccoli il loro chiosco all’ombra degli ippocastani è, da sempre, un luogo magico: gli occhi brillano davanti ai giochi, alle figurine e ai pupazzetti; le mani si agitano in cerca di qualcosa da farsi regalare dai nonni o dei genitori più accondiscendenti. Al tavolino accanto all’edicola gli adulti discutono le notizie del giorno e si scambiano pareri. 

Un’edicola storica  - ha alzato la serranda il primo maggio del 1979 - e caratteristica, che presto chiuderà i battenti. Per Callisto Meggiolaro e la moglie Anna Maria Peruzzo è arrivato il tempo di andare in pensione. “Dal primo novembre, ma aspetto ancora la comunicazione ufficiale dall’Inps”, precisa Callisto.

E il chiosco che domina i giardinetti del parco Giuliani di via Rebuffone rischia di restare vuoto: “È in vendita da due anni - spiega Anna - nonostante diverse persone si siano dimostrate interessate ad acquistarlo, nessuno ha mai avanzato una reale proposta.” “Abbiamo anche dimezzato il prezzo di vendita, ma non è servito a nulla”, aggiunge Callisto.

“I giovani non vedono un futuro in quest’attività - spiega il commerciante - ma io non la penso così: i guadagni non sono più quelli di 20 anni fa, ma due stipendi dignitosi si possono ancora ricavare. Certo ci vuole volontà e sacrificio: la voglia di lavorare anche durante le festività e due domeniche al mese.”

Se nessuno si farà avanti il chiosco da dove erano soliti passare politici e imprenditori - da Quilleri a Corsini e Lucchini - resterà vuoto. Un destino comune a tanti altri negozi della zona, che una volta pullulava di botteghe: dall’ortofrutta, alla salumeria Gazich, dalla Merceria di Clementina alla panetteria. Attività che negli anni hanno tutte chiuso i battenti. 

Callisto e Anna sono gli unici commercianti storici rimasti (ma ancora per poco) e il loro chiosco l’unico punto di aggregazione e socializzazione di un quartiere "che ormai è solo un dormitorio". Così lo definiscono i due edicolanti.

Resta l’amarezza e la tristezza dei tanti che erano abituati a incrociare i loro sguardi ogni mattina e di quelli che amano trascorrere qualche ora del loro tempo libero seduti al tavolino di fronte all’edicola.

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