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Brescia e i rifiuti, Labolani: «Meno male che c’è l’inceneritore»

L'assessore Labolani risponde a chi di inceneritore, di termovalorizzatore e di teleriscaldamento proprio non ne vuole sapere. C'è spazio anche per la raccolta differenziata: "Problemi di educazione e sensibilità"

Il tema dell’ambiente è da tempo tra le priorità di una città che cambia come Brescia, al centro di progetti ma anche di polemiche, ne abbiamo viste e ne abbiamo sentite, ancora ne sentiremo anche adesso che la campagna elettorale cittadina sta per entrare nel vivo, mentre a fine mese si vota anche per il rinnovo del governo della Lombardia. Di forte richiamo anche la questione dei rifiuti, opinioni contrastanti, proposte e soluzioni diverse, dall’inceneritore che in tanti vorrebbero ‘sopprimere’, alla raccolta differenziata di cui altri lamentano un ritardo. Ma l’amministrazione che fa? “Brescia e la sua Provincia hanno uno storico industriale, non a caso è stata definita la città del tondino – racconta a BresciaToday l’assessore Mario Labolani – ed è chiaro che ci si trovi di fronte ad una particolare situazione di inquinamento. Ma proprio per questo posso dire ben venga l’inceneritore, una struttura all’avanguardia un po’ come il termovalorizzatore e il teleriscaldamento. Se non ci fossero allora sì che dovremmo preoccuparci! Queste strutture in realtà ci differenziano, e in meglio, rispetto ad altre città: come per tutte le cose vanno mantenute bene, e su questo siamo tutti d’accordo”.

Ma che non si dica che l’inceneritore possa precludere l’ampliamento della differenziata: “Come amministrazione comunale siamo sempre stati favorevoli alla raccolta differenziata, anche l’assessore Paola Vilardi ha sempre dato il massimo in questo senso. Qualcuno lamenta la mancanza di una vera politica di raccolta porta a porta, a Brescia si potrebbe intanto cominciare a provarla in certe zone campione. Chiaro però che chi parla di una raccolta al 100% non ha fatto bene i conti, non ci sono né i mezzi né le risorse, insomma non si può riciclare tutto. Impossibile farlo ma anche impossibile mettere tutto sotto terra, e allora mi ripeto, ben venga l’inceneritore. Questo vale anche per quei Comuni che vantano cifre e percentuali enormi, soprattutto i paesi limitrofi alla nostra città, fanno finta di non accorgersi che la gente spesso viene a buttare la roba nei nostri bidoni. E nessuno può smentirlo, abbiamo multe e fotografie, documentazione e testimonianze”.

Non è facile lavorare per l’ambiente, continua Labolani, c’è ancora tanto da fare ma “a Brescia stiamo facendo passi da gigante, e infatti siamo una delle città con più verde in assoluto”. Allora forse i problemi sono altri: “Bisogna imparare ad andare oltre la logica del proprio giardino, imparare a costruire una mentalità nuova perché il problema sta a monte. Più si va avanti e più si produrranno rifiuti, meglio che si parli allora di educazione civica, di nuove generazioni, rigettando la cultura dello spreco. Quante tonnellate di alimentari buttate, ma anche oggetti quotidiani, mobili o vestiti. Ci sono associazioni come Legambiente o Cauto che lavorano bene in questo senso, abbiamo pure un servizio A2A e Aprica che ti permette di sapere dove buttare oggetti particolari, come una vecchia batteria o un vecchio telefono cellulare”.

Il buon esempio dovrebbe arrivare proprio dalle istituzioni: “Solo per citarne una, nel mio assessorato abbiamo imparato a riciclare i tappi di plastica, una plastica dura e per questo tra le più inquinanti. Abbiamo già riempito quattro boccioni”. Insomma, basta poco: “Il problema è la sensibilità. La sensibilità e l’educazione”.

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