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Via Rose, scavi alla diossina sulla tangenziale. Indagato il Comune

L'ex assessore all'Ecologia del Comune Ettore Brunell: "Io mi son spaventato quando son passato di lì dal polverone che c'era e dalla gente che era lì non protetta. Allora ho fatto presente alla consigliera Albini la situazione che mi sembrava completamente fuori controllo. Per la popolazione e per i lavoratori"

Doveva essere inaugurato proprio in questi giorni; il nuovo svincolo di via Rose, sulla tangenziale Ovest di Brescia, è stato sequestrato venerdì scorso dalla magistratura.

Siamo a sud dell’azienda chimica Caffaro, che ha impregnato per decenni il terreno di veleni terribili, PCB e diossine. Gli operai delle ditte che lavoravano per conto del Comune hanno movimentato il terreno senza alcuna precauzione, disperdendo diossina nell’aria e restando probabilmente a loro volta contaminati.

Nel 2002 il Ministero dell’Ambiente con un decreto ad hoc ha inserito tutta l’area nel Sito Inquinato di Interesse Nazionale “Caffaro”. Significa che l’inquinamento è troppo grave e se ne deve occupare direttamente il Ministero dell’Ambiente.

Allora l’assessore all’Ecologia del Comune era il dottor Ettore Brunelli: "Quella zona è la prima zona inserita nel decreto del Sito Nazionale “Caffaro”, per il suolo, è una zona con diossine, Pcb e mercurio con livelli molto superiori a quelli previsti."

"È il motivo - continua Brunelli - per cui c’è un’ordinanza che dice di non spostare il materiale, di non mettere le mani per terra, di non portare le scarpe sporche in casa, di non fare scavi... La cosa che mi ha impressionato è vedere persone che lavoravano in un certo modo e soprattutto le case vicine ai lavori, perché ci sono case proprio attaccate ai lavori. E io immaginavo che fossero stati almeno avvisati i cittadini di chiudere le finestre".

I lavori per lo svincolo di via Rose sono stati affidati alla ditta Basileus direttamente dal Comune di Brescia. Pare che negli uffici della ditta non vi sia un solo formulario rifiuti relativo al terreno spostato nel corso degli scavi.

Sul Sito Caffaro è come se esistesse una maledizione, o forse qualcuno ha fiutato un grande affare. Un’altra bonifica era andata male nel 2009, quella dei giardini di via Nullo, che il Comune aveva affidato ad una ditta risultata poi in odor di mafia.

Questa volta indagato è il responsabile del Settore Ambiente ed Ecologia, l’ing. Angelantonio Capretti. Su richiesta del pm Silvia Bonardi i carabinieri hanno sequestrato tutti i documenti presenti negli uffici tecnici del settore.

via rose-3Ma la procura sta valutando anche la posizione di Arpa e Asl. Anziché fare analisi ufficiali, l’Arpa si sarebbe affidata a campione di dubbia provenienza consegnatole dalla stessa Basileus. Il referto che doveva essere trasmesso dal Comune al Ministero dell’Ambiente si sarebbe poi arenato nelle sabbie mobili degli uffici comunali senza mai arrivare a Roma.

Intanto nel sito inquinato dopo dieci anni nessuna bonifica è ancora iniziata. La gente si è ormai rassegnata a vivere nella diossina, e gli abitanti hanno ricominciato a mangiare verdure e carni di animali contaminati.


Si ringrazia Andrea Tornago e Radio Popolare per il prezioso contributo

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