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Via Elba e De Vitalis: chiesta la demolizione degli edifici dei senzatetto

"Dato che arriva l'inverno, sicuramente il comune si starà attivando per ampliare l'offerta di rifugio a chi non ha una casa"

La Polizia Locale è intervenuta ieri mattina in via Elba e via Privata De Vitalis per verificare la condizione di 3 immobili, noti da tempo per essere in stato di abbandono e luogo di rifugio per senzatetto.

I due immobili di via Elba, situati alla fine della via al confine con il parco pubblico “Tarello”, sono stati oggetto di numerosi sgomberi anche negli anni passati, con solleciti alla proprietà per la chiusura degli accessi e la bonifica degli stabili. Sistemazione mai avvenuta, tanto che ieri, avendo trovato la medesima situazione di degrado e condizioni igieniche allarmanti, il Comando di via Donegani ha presentato domanda per chiederne la demolizione. Inoltre, fa sapere che provvederà al deferimento dei proprietari. Durante lo sgombero di ieri mattina, sono state trovati e accompagnati al comando per le pratiche di identificazione cinque migranti.
 
Analoga situazione quella trovata in via Privata De Vitalis 13, dove sorge una palazzina liberty in pessime condizioni igieniche e di sicurezza, e anch'essa occupata abusivamente.

Durante il controllo, sono stati fermati due cittadini indiani che soggiornavano nel piano rialzato della palazzina. Il proprietario, contattato dalla Locale, ha dato disponibilità per la chiusura degli accessi: "Soluzione non più idonea alla situazione di degrado dello stabile - ha risposto il Comando -. Ormai non serve a nulla, vista la continua demolizione degli accessi da parte degli abusivi".

Giusto che vengano resi inaccessibili, sulla demolizione si può discutere, luoghi in cui la gente si ritrova a dormire nel marciume. Dato che arriva l'inverno, sicuramente il Comune si starà attivando per ampliare l'offerta di rifugio a chi non ha una casa, visto che a Brescia la situazione è pressoché gestita completamente da volontari. Senza una casa e con temperature sotto lo zero si muore come mosche. Ma forse questo è altro marciume con il quale non si vuole più avere a che fare. E quindi, via con le demolizioni, il maquillage urbano non può aspettare.

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