Cronaca

A Brescia non ci si sposa più: meno di 500 matrimoni all’anno

Brescia, i dati sui matrimoni: meno di 500 novelli sposi ogni anno. La quota dei riti civili da anni ben oltre il 50%, come in tutte le Regioni del Nord. In Basilicata matrimoni in chiesa oltre l'86%

Il matrimonio di Omar Pedrini, celebrato con rito civile in Loggia

Una tendenza inarrestabile, quasi raddoppiata in Italia negli ultimi 20 anni. Con picchi di oltre il 50% nelle Regioni più ‘avanzate’, quelle del Nord industriale e del ‘Quadrilatero Rosso’: Liguria, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. Oltre a quelle più storicamente affini a distinguersi, il Trentino, il Friuli, la Valle d’Aosta.

Si parla dei matrimoni con rito civile, che anche a Brescia hanno sorpassato da tempo gli sposalizi con rito religioso. Una quota del 52 su 100, anche se in calo dello 0.8 rispetto al 2012, nel pieno rispetto della ‘norma’ nordista. In terra bresciana incide ovviamente anche la quota migratoria: nel 2012 in un matrimonio su quattro almeno uno dei coniugi è di cittadinanza straniera.

In città comunque ci si sposa di meno: una quarantina d’anni fa la media annuale raggiungeva e superava anche i 1300 matrimoni. Scesi a poco meno di 1000 negli anni ’90, fino a stabilizzarsi su una quota approssimativa di poco inferiore ai 500 nel primo decennio degli anni 2000.

I dati nazionali sono fermi al 2011, all'ultimo censimento: 80387 matrimoni civili, il 39.2% del totale. Perché alle quote ‘lombarde’ non corrispondono quasi tutte le regioni del Sud Italia, dove il matrimonio religioso rappresenta il 75% (con l’eccezione dell’Abruzzo e di alcune province), con punte dell’86.6% in Basilicata.

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