Tentano la spaccata, messi in fuga dal tabaccaio che dorme nel negozio

Nuovo tentativo di furto alla tabaccheria Crystal Shop di Brescia. Il 22 dicembre i ladri avevano divelto la porta d'ingresso con un'auto, l'altra notte il padre del titolare, che dorme nel negozio proprio per paura di nuovi colpi, li ha messi in fuga

Altro che allarmi e telecamere. Per prevenire nuovi colpi, e ingenti danni, alla tabaccheria che gestisce, Gregorio Bargis ha piazzato una brandina in negozio: da settimane vive ormai 24 ore su 24 all'interno dell'attività, di proprietà del figlio Daniel. Una scelta che si è rivelata giusta, anzi giustissima: proprio la sua presenza all'interno del Crystal Shop di piazza Almici a Brescia ha evitato, nella notte tra domenica e lunedì, una nuova sgradita incursione, la seconda nel giro di 20 giorni.

Porta sfondata con l'auto

Lo scorso 22 dicembre alcuni malviventi avevano infatti razziato il negozio: dopo aver spostato i pesanti dissuasori mobili posti all'ingresso della piazza, i ladri erano arrivati in auto davanti alle vetrine della tabaccheria. Proprio utilizzando l'utilitaria (pare una Fiat Punto) come ariete avevano sfondato la porta d'ingresso e fatto irruzione nell'attività, arraffando - tra sigarette e fondo cassa - circa 5 mila euro.  

Tabaccaio costretto a dormire nel negozio

Dal giorno successivo Gregorio, 70 anni solo per l'anagrafe, vigila incessantemente sulla tabaccheria di proprietà del figlio Daniel. La chiusura dei fornitori per le feste Natalizie non aveva infatti permesso la sostituzione della porta distrutta dai ladri, ma solo la riparazione parziale. Così, una volta abbassata la serranda, il commerciante si riposa su una brandina. La stessa dalla quale domenica notte si è alzato di soprassalto a causa dei forti rumori provenienti dall'esterno.

Ladri messi in fuga

"Erano circa le 4.20 - ci racconta - quando ho sentito un gran baccano e mi sono alzato per vedere cosa stesse accadendo. Ho guardato fuori e ho visto due uomini che spostavano i blocchi di cemento e poi una Fiat Punto, guidata da un'altra persona, che si avvicinava al mio negozio. Ho immediatamente capito che i ladri erano tornati, così ho preso il telefono e ho composto il numero unico per le emergenze, poi l'ho appoggiato sul bancone e ho spiegato all'operatore cosa stava accadendo. Non ho mai avuto paura: ormai non mi spaventa più nulla."

Un coraggio e una prontezza di riflessi davvero unici: appena i ladri (pare fossero in tre) si sono avvicinati alla porta della tabaccheria, Gregorio ha acceso le luci: "Sapevo che vedendo che c'era qualcuno all'interno sarebbero fuggiti e infatti è andata così."

Indagini in corso

Solo tre minuti più tardi sono arrivati i carabinieri, ma i militari non hanno potuto far altro che raccogliere la testimonianza del tabaccaio. Informazioni preziose, dato che Gregorio oltre al modello della macchina, è riuscito pure a prendere nota dell'intera targa.

"Credo che fossero gli stessi malviventi dell'altra volta - ci dice - l'auto era la stessa e il paraurti anteriore nuovo di zecca, probabilmente l'avranno cambiato dopo il primo furto, dato che si era rotto a causa dell'impatto con la vetrata."

Quartiere nel mirino dei malviventi

La tabaccheria di Gregorio e del figlio Daniel non è l'unico locale della zona a far gola ai ladri. Nelle scorse settimane le cantine di un intero condominio che si affaccia sulla piazza sono state svaligiate in piena notte, senza che nessuno si accorgesse di nulla. "Di giorno c'è un gran viavai, ma la notte non c'è davvero nessuno: se è tanto passa un'auto ogni dieci minuti", conclude il negoziante.

Un episodio che fa discutere e riflettere l'intero quartiere sulla questione sicurezza: il tema sarà al centro del consiglio di quartiere delle prossime ore e i residenti sperano possa arrivare nelle aule di Palazzo Loggia.


 

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