Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca San Bartolomeo / Via delle Razziche

A Brescia panico cromo: boom di analisi sull’acqua di rubinetto

Farmacie prese d'assalto dai cittadini bresciani, preoccupati per la qualità della propria acqua di rubinetto dopo la notizia del boom di cromo esavalente registrato in una palazzina di Via Razziche

Sono ore decisive per quanto riguarda il ‘destino’ dell’acqua del rubinetto, ad oggi giudicata inutilizzabile per “uso alimentare” da un’apposita ordinanza del sindaco Emilio Del Bono, della palazzina di Via Razziche in cui analisi ‘private’ avrebbero registrato un picco di cromo esavalente di 65 milligrammi per metro cubo, ben superiore al limite di legge pari a 50.

Negli ultimi giorni in zona è stato un vero viavai di tecnici e addetti ai lavori, di ‘marca’ ASL, che hanno completato la seconda e la terza manche di analisi, i cui risultati sarebbero comunque rassicuranti. Il nuovo picco di rilevamento non avrebbe superato gli 11 microgrammi, ancora in calo rispetto alle prime analisi ‘ufficiali’.

Resta ancora da capire il perché di quel rilevamento così anomalo e, da parte dei residenti, così preoccupante. Tanto che in città è scoppiata una vera e propria ‘febbre dell’acqua’: in tantissimi, e in tutte le zone di Brescia, si sarebbero presentati in farmacia ‘armati’ di boccetta dell’acqua, prelevata dal proprio rubinetto, per chiedere di poterla analizzare.

Analisi vaghe, quasi un controllo generale: ma se proprio qualcuno chiede di più, la sostanza più ricercata è ovviamente il cromo. Più che una febbre allora, sembra un’epidemia.

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