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Tribunale di Brescia: morte d'amianto «malattia professionale»

"Ci sono voluti quasi cinque anni - ha dichiarato il presidente di Contramianto - e tanta tenacia per ottenere giustizia per un diritto legittimo per chi ha contratto un tumore alla pleura lavorando a bordo di navi militari imbottite di amianto"

La Corte di Appello di Brescia ha riconosciuto la malattia professionale per mesotelioma pleurico che causò la morte di un operaio tarantino, poi trasferitosi a Mantova. Lo rende noto Luciano Carleo, presidente dell'associazione 'Contramianto e altri rischi Onlus', a cui la famiglia dell'operaio si era rivolta chiedendo sostegno per l'azione giudiziaria.

"La decisione - osserva Carleo - afferma la correlazione tra patologia tumorale da esposizione all'amianto e le lavorazioni svolte a bordo di navi della Marina Militare nell'Arsenale di Taranto". L'operaio aveva lavorato per oltre un trentennio con una ditta dell'indotto Arsenale in manutenzioni navali militari venendo - secondo la sentenza d'appello - esposto all'amianto e contraendo un mesotelioma pleurico, che lo aveva portato alla morte nel 2007.


Il primo grado il tribunale di Mantova non aveva accolto le richieste del lavoratore. "Una morte da amianto - aggiunge Carleo - finalmente riconosciuta e per la quale Contramianto, che ha assistito costantemente la famiglia, aveva chiesto giustizia anche nelle aule parlamentari".

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