Funzionari corrotti per evitare i controlli: maxi-processo per 42 persone

E' stata convocata per il 28 settembre prossimo l'udienza premilinare per l'inchiesta sulla corruzione all'Agenzia delle Entrate di Brescia: in tutto sono 42 le persone indagate

L'inchiesta sul giro di corruzione all'Agenzia delle Entrate finirà presto in tribunale: è stata infatti fissata al 28 settembre prossimo l'udienza preliminare per discutere delle colpe dei 42 indagati nell'ambito della maxi-indagine che ha coinvolto non solo dipendenti e funzionari, ma anche imprenditori e commercialisti, perfino un magistrato accusato di favoreggiamento.

Si tratta di una donna al lavoro al Tribunale di Brescia che non avrebbe denunciato il marito, che sarebbe stato invece coinvolto nel giro “sporco” di mazzette e favori. Tra gli altri volti noti finiti nell'elenco degli indagati anche il bergamasco Giovanni Lazzari, che era già stato arrestato a seguito di un'altra inchiesta.

Le indagini sull'Agenzia delle Entrate di Brescia hanno coinvolto noti imprenditori e commercialisti, e dipendenti dell'ente statale. Le accuse sono ancora pesantissime: abuso d'ufficio, accesso abusivo a sistema informatico, corruzione, falso ideologico, omessa denuncia e riciclaggio.

Le 42 persone indagate facevano tutte parte, secondo l'accusa, di un sistema rodato con cui era possibile (per gli imprenditori) annullare i controlli fiscali o comunque ottenere un sistema di favore. Controlli che sarebbero stati pilotati con la corruzione, il pagamento di ingenti somme di denaro, a “colpi” di 10 o 15mila euro alla volta.

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Quei soldi sarebbero stati versati ai funzionari dell'Agenzia delle Entrate coinvolti (in tutto una decina di persone): i fatti risalirebbero al 2015 e al 2016. A far scattare la scintilla dell'inchiesta l'avidità di alcuni funzionari che avrebbero voluto allargare ancora di più un “giro” già consistente, e redditizio.

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