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Mazzette ai funzionari per evitare controlli fiscali: maxi scandalo a Brescia, 42 indagati

Indagini in corso: coinvolti imprenditori, commercialisti e funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Brescia. In tutto sarebbero 42 i soggetti coinvolti nell’inchiesta: alcuni di loro rischierebbero fino a 10 anni di galera

Noti imprenditori e commercialisti, ma anche dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Brescia: in tutto sarebbero 42 gli indagati. Le accuse sono pesantissime, e a vario titolo: abuso d’ufficio, accesso abusivo a sistema informatico, corruzione, falso ideologico, omessa denuncia e riciclaggio. Facevano tutti parte, secondo l’accusa, di un “sistema” con cui era possibile (per gli imprenditori) annullare i controlli fiscali o comunque ottenere un trattamento di favore.

Lo scrive il Giornale di Brescia. E come funzionava il “sistema”? Come sempre, con la corruzione, il pagamento (anche in “cash”) di ingenti somme di denaro, a “colpi” di 10 o 15mila euro alla volta. Soldi che appunto sarebbero stati versati ai funzionari dell’Agenzia delle Entrate coinvolti (in tutto una decina di persone) così da pilotare gli accertamenti tributari.

I fatti risalirebbero al 2015 e al 2016: tutto sarebbe partito da un’intercettazione telefonica. Qualche parola di troppo, beccata quasi per caso: gli inquirenti stavano ascoltando le conversazioni relative a un’altra indagine (per false fatturazioni) che coinvolgeva altri imprenditori e altri commercialisti.

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