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Brescia assediata da arsenico e Pcb: un milione per la bonifica

Nelle prossime ore dovrebbero sbloccarsi i fondi (circa un milione di euro) per una prima parte di bonifica della zona ex Caffaro. Ma a Brescia e dintorni potrebbe essere troppo tardi: la città è circondata da inquinanti

In attesa di quel milione (e poco più) che dovrebbe arrivare da Roma, fondi che potrebbero essere utilizzati per una prima parte di bonifica della zona contaminata della Caffaro, rimane comunque elevata la preoccupazione per la situazione ambientale di Brescia e dei suoi prossimi dintorni.

I primi risultati dell’indagine avviata da Regione Lombardia sull’area vasta che oltre alla città comprende il fiume Mella, il Garzetta, fino a scendere per una ventina di chilometri da Via Milano, fino a Poncarale e Capriano, non lasciano adito a dubbio alcuno.

Nelle acque e nei terreni non manca nulla: oltre al ‘classico’ Pcb, o alle note diossine, le analisi ‘raccontano’ di arsenico e furani, antimonio e piombo, nichel e rame. Residui di metalli pesanti ormai indissolubilmente legati alla terra che circonda la periferia della città da cui è partito tutto.

Tra le aree più contaminate l’ex ortomercato, le discariche di Via Caprera, parte di Via Labirinto. Anche in alcune zone residenziali vi sarebbero concentrazioni di Pcb e arsenico al di sopra dei limiti di legge.

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