Acque contaminate a Brescia: la mappa del rischio, dal cromo all’arsenico

Dati shock dell'Arpa sugli inquinanti nelle falde acquifere di Brescia: cromo esavalente anche 5000 volte oltre il limite di legge, composti chimici come il tetracloretilene o il carbonio, perfino arsenico e mercurio

Brescia è una città contaminata. L’ennesima conferma arriva dai risultati delle analisi Arpa, effettuate con 171 piezometri in diversi punti di falda, dove scorre l’acqua. Risultati shock, ancora una volta, diffusi dal Corriere della Sera: dall’ex Caffaro all’Iveco di Via Volturno, da Via Padova a Via Orzinuovi. Tutte le attività industriali della città hanno lasciato un segno profondo.

Limiti di legge surclassati, ma è quasi un eufemismo. Brescia è malata di cromo esavalente, residuo chimico di cui è primatista. Gli epicentri della contaminazione sono noti e arcinoti: la Caffaro di Via Milano (410 microgrammi [ug] per litro di acqua, a fronte di un limite di 5), la Baratti Inselvini di Via Padova (21800 ug per litro, quasi 5000 volte fuorilegge), l’ex Forzanini di Via Ancona (1821 ug/l), il deposito automezzi del Monte Maniva (514 ug/l).

Poi, a scendere: l’Oto Melara, l’Ideal Standard, l’Iveco, la Ori Martin, l’ex Pietra di Via Orzinuovi. Ma anche la scuola Deledda di Via Parenzo, con 47.5 ug/l di cromo nell’acqua. Si aggiungono contaminazioni di tetracloretilene: limite di legge fissato in 1.1 ug per litro, la Caffaro è oltre per 20 volte, la Baratti Inselvini di 30, la zona industriale di Via Flero di 40, la Ori Martin di 150 volte.

O il tetracloruro di carbonio, un composto sintetico considerato pericolosissimo e ad alta tossicità, capace di innescare reazioni a catena che degradano le membrane cellulari. Con un limite di legge fissato in 0.15 ug per litro, quando alla Caffaro la quota è di 53.6 ug/l, e all’Oto Melara invece addirittura 276. L’elenco sembra non finire mai: c’è l’arsenico, il mercurio, il sempreverde Pcb.

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La conferma di un dato di fatto amarissimo, da parte della direttrice dell’Arpa di Brescia, Maria Luisa Pastore. Parlando dell’inquinamento da cromo, ma con chiaro riferimento anche agli altri indicatori: Brescia, una delle situazioni peggiori d’Italia.

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