Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Montagne di cocaina e pestaggi disumani: condanne per 163 anni di carcere

Gli arresti risalgono a marzo dello scorso anno: 22 le condanne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, traffico internazionale di stupefacenti, detenzione illegale di armi e tentato omicidio.

Si è concluso il processo di primo grado a carico del gruppo criminale protagonista dell’operazione Kitchen. Le indagini della Polizia di Stato e della Procura della Repubblica risalgono a marzo 2020, con 35 arrestati tra italiani e magrebini di cui 18 nel bresciano, e sequestri per oltre otto chilogrammi di cocaina dal valore di circa 2,5 milioni di euro.

Su 35 arrestati, sono 22 le condanne inflitte ieri, giovedì 30 settembre, nel processo di primo grado, e variano da un minimo di un anno e quattro mesi di reclusione ad un massimo di 23 anni e quattro mesi. I soggetti, ritenuti responsabili dell’organizzazione, sono stati condannati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, traffico internazionale di stupefacenti, detenzione illegale di armi ma anche tentato omicidio.

Inizialmente gli agenti della Squadra Mobile della Questura in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato avevano individuato un gruppo di magrebini in possesso di un’ingente quantità di hashish: in seguito avevano scoperto un gruppo di albanesi che, dall’Olanda, portavano in Italia otto chilogrammi di cocaina al mese che serviva per rifornire i pusher di medio livello, il tutto per un giro di affari di due milioni e mezzo all’anno. Oltre allo spaccio, il gruppo criminale è stato protagonista di alcuni episodi di violenza, come quando avevano aggredito una donna con una mazza da baseball o avevano rotto le gambe ad un uomo, fino a un tentato omicidio registrato nel 2018. 

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