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Foto d'archivio

Foto d'archivio

Tonnellate di cocaina dall’Olanda, maxi blitz dei carabinieri: 33 arresti

Smantellate due organizzazioni criminali albanesi: importavano cocaina dall’Olanda a Brescia. La sostanza era destinata a tutto lo Stivale

Da anni  importano dall’Olanda e dalla Germania ingenti quantitativi di cocaina (si parla di circa 5 kg ogni 15 giorni)  incuranti delle indagini e degli arresti che coinvolgevano i membri della loro organizzazione. Da tempo, almeno dal 2015, le due organizzazioni criminali, di matrice albanese, sono nel mirino della procura di Brescia che lo scorso 26 febbraio ha fatto scattare le misure di custodia cautelare per altri 39 membri, di cui 32 di nazionalità albanese. I carabinieri di Brescia, grazie alla proficua collaborazione con le autorità balcaniche, sono riusciti a catturare 33 dei 39 ricercati. 27 persone sono finite in carcere, otto ai domiciliari e per quattro è scattato l'obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. 

I risultati dell'operazione

Definitivamente smantellati i due sodalizi criminali, che si erano insediati nella provincia di Brescia da dove importavano, grazie a ramificazioni estere, ingenti quantitativi di cocaina proveniente dall’Olanda e dalla Germaia, che venivano poi smistati e venduti in quasi tutto il territorio nazionale. I destinatari delle misure cautelari sono stati rintracciati a Brescia, Bergamo, Milano, Parma, Brindisi, Savona, Como, Cosenza, Forlì-Cesena e Alessandria.

La rotta della droga

Le partite di stupefacente viaggiavano su un vera proprio asse europeo della droga, tracciato dai trafficanti. La droga partiva dalla Colombia e arrivava in nave nei principali porti dell’Olanda. Una volta scaricata, veniva nascosta in alcune auto, tecnologicamente all’avanguardia, tutte munite di appositi vani appositamente ricavati nella carrozzeria, alcuni dei quali azionabili solo meccanicamente o con dispositivi a distanza, che venivano installati da meccanici esperti in Albania oppure in Olanda.

La scoperta di tali marchingegni ha consentito di trarre in arresto in flagranza di reato altre 19 persone - oltre alle 39 oggetto dell’ordinanza - e di sequestrare 15 chilogrammi  di cocaina, oltre ad una pistola. L’arma era stata acquistata da uno degli affiliati per punire un connazionale, ‘colpevole’ di avergli rubato 300 grammi di cocaina. Un’azione punitiva non riuscita perché la vittima designata era finita in manette per aver commesso una rapina.

Impressionante è stata anche la regolarità, accertata nel corso dell’indagine, con cui venivano organizzate le importazioni di stupefacente, in media una ogni 15/20 giorni. Le spedizioni non venivano mai interrotte, neanche in occasione dei numerosi arresti effettuati nel corso dell’indagine. I due sodalizi riuscivano comunque a riorganizzarsi, assoldando nuovi corrieri e scovando nuovi depositi e quindi a proseguire con le importazioni .

Nel corso delle indagini inoltre sono stati documentati, ricostruiti e in alcuni casi anche monitorati, oltre 100 episodi di spaccio, quasi tutti di quantitativi rilevanti, che complessivamente hanno superato i 40 chilogrammi di cocaina. 

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