Mamma e bimba morte in ospedale: emergono criticità cliniche e organizzative

Prime criticità (e non ancora responsabilità) da parte del Civile di Brescia nella morte di Giovanna Lazzari e della piccola Camilla, la bimba che portava in grembo. La relazione dei tecnici del Ministero della Salute

Bassano del Grappa, San Bonifacio e anche Brescia: sono gli ospedali da cui sarebbero emerse alcune “criticità” - e non ancora responsabilità – in merito alla morte di tre donne in gravidanza, tra di loro anche la bresciana Giovanna Lazzari che in grembo portava la piccola Camilla. Queste le prime indiscrezioni sui risultati degli 'esami' della task force inviata anche al Civile dal Ministero della Salute.

Una lunga relazione, in cui si legge di “criticità di carattere organizzativo e clinico”. Qualcosa è cambiato: ma di certo la 'sentenza' è ben lontano da quanto affermato dal marito di Giovanna, Roberto Coppini, che anche domenica scorsa in diretta su Rai Uno ha ribadito di come secondo lui sua moglie fosse stata “trascurata”, se non addirittura “abbandonata”.

Per i 'tecnici' del Ministero l'esame della documentazione clinica avrebbe mostrato “un certo disallineamento rispetto ai colloqui intercorsi per il personale dell'ospedale coinvolto nei fatti”. E dunque “alla prima relazione sintetica fornita dalla direzione aziendale ha fatto emergere alcuni aspetti di criticità di carattere sia organizzativo e sia clinico”.

Nel campo organizzativo, si legge ancora nella relazione, sarebbe necessario “predisporre e diffondere procedure che permettano una chiara definizione del percorso assistenziale e delle responsabilità ad esso connesso”. Tiratina d'orecchie anche a livello comunicativo: per i tecnici ministeriali necessiterebbe di “azioni correttive”.

Anche e soprattutto nella comunicazione rivolta “ai parenti, ai mezzi di comunicazione e ai professionisti, per meglio gestire e comunicare gli eventi avversi in sanità”. Più trasparenza, e forse più attenzione anche quando si tratta di infezioni come la sepsi, “patologie ad elevata letalità”. Intanto il tempo passa.

La famiglia – e la Procura – aspettano ancora i risultati delle autopsie già eseguite a Verona sui corpi di Giovanna Lazzari e della piccola Camilla. Indagini in corso: la pista – per ora – è quella dell'omicidio colposo, fascicolo aperto contro ignoti.

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