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Resti umani di un adulto e due bambini senza nome: a chi appartengono?

Il ritrovamento l'autunno scorso al cimitero Vantiniano

Il mistero è svelato a metà: nel senso che ora si sa che i resti ossei (e non solo) ritrovati lo scorso autunno al cimitero Vantiniano potrebbero essere vecchi anche di 70 anni. Ma proprio per questo motivo sarà difficile, se non impossibile risalire ai loro “proprietari”. E' l'esito delle analisi di laboratorio – eseguite dal Labanof di Milano – volute dal Comune di Brescia a seguito dei ritrovamenti di alcune famiglie, che erano in loco ad assistere alle operazioni di esumazione e ricollocazione delle circa 2.500 tombe dei “bambini mai nati”, in un'area specifica del cimitero.

La polemica al cimitero

Una circostanza che aveva sollevato non poche polemiche, poi ampiamente cavalcate dalla politica locale. Il riferimento, in particolare, era alla presunta scarsa pubblicità delle annunciate esumazioni: ovvero non tutti sapevano che in quel periodo si sarebbe proceduto alle operazioni. “Solo alcuni hanno ricevuto una comunicazione diretta – scrivono i consiglieri di minoranza Tacconi, Vilardi, Natali, Margaroli, Bordonali, Fantoni, Gastaldi, Cappelluti, Maggi, Fontana e Calovini – e risulta dalle testimonianze dei familiari che l'avviso, all'interno del cimitero, non era visibile e non è stato affisso nessun adesivo sulla lapide come previsto dalla Carta dei Servizi cimiteriali del Comune”.

La replica del Comune

Il Comune aveva poi smorzato le polemiche, e anche chiesto venia per l'accaduto: pensiero ribadito alla stampa anche martedì pomeriggio dal direttore generale Giandomenico Brambilla e dalla responsabile del settore Coordinamento amministrativo e Servizi cimiteriali Elisabetta Begni, che hanno comunque garantito il pieno rispetto delle norme da parte della Loggia, sul fronte della comunicazione alle famiglie. Ma c'è un problema di privacy – gli ospedali non comunicano i nomi dei bimbi mai nati al Comune – e di regolamento, che risale ai primi anni Novanta e quindi dovrà essere aggiornato.

Le analisi sui ritrovamenti

Nella stessa occasione sono stati resi noti i risultati delle analisi sui resti umani ritrovati al Vantiniano. Il più grande, di circa 6 centimetri, in realtà era un pezzo di legno: gli altri, di misura più piccola fino a un massimo di 3-4 cm, sarebbero riconducibili a un feto alla 39ma settimana, a un bambino di età compresa tra i 2 e i 7 anni, a un adulto. E tutti potrebbero essere stati sepolti fino a 70 anni fa. Ci si chiede cosa ci facciano i resti di un adulto in un luogo del cimitero dove di adulti sepolti non ce ne sono: potrebbe essere conseguenza del movimento terra di questi ultimi decenni, tra esumazioni, estumulazioni e altro. Insomma, niente di strano. 

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