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Cronaca

“Così un abusivo ha rubato casa nostra: da un anno e mezzo ci tiene lontani con minacce di morte”

Il racconto disperato su Facebook di una giovane coppia della provincia di Brescia e il loro appello alla Procura

"La casa fantasma: storia di come ci hanno rubato casa nostra". Sotto questo titolo, una giovane coppia della provincia di Brescia sta raccontando su Facebook, da settimane, una storia folle: dopo aver comprato una villetta bifamiliare per andare ad abitarci e mettere su famiglia, da un anno e mezzo, denunciano, "siamo tenuti lontani da casa a suon di minacce di morte da un abusivo che l'ha occupata".

Della loro vicenda si sono occupati i quotidiani locali, mentre la giovane coppia ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere che si prendevano provvedimenti, nella speranza che la loro storia si diffonda e si smuova qualcosa. L'uomo chiede "30mila euro per restituirci la casa senza distruggerla", raccontano sconfortati. Nell'ultimo anno e mezzo hanno sporto "decine di denunce presso la Procura di Brescia per chiedere l'allontanamento di questa persona da casa nostra e misure cautelari in nostra difesa, senza le quali non possiamo non solo vivere in casa nostra, ma nemmeno avvicinarci".

I due giovani infatti non possono vivere a casa loro e, avendo da pagare il mutuo della villetta che si sono visti sottrarre, non possono permettersi un'altra casa o un affitto e sono costretti a vivere ospitati da parenti e amici, ma separati. Una situazione insostenibile, che sta avendo ripercussioni non solo sulla loro condizioni economica ma anche sul loro stato di salute, fisico e mentale.

Il loro appello è chiaro: "CHIEDIAMO che la PROCURA DI BRESCIA ci riconosca misure cautelari dovute allo stalking - che imponga al più presto l'allontanamento di questa persona da casa nostra e che gli vengano imposte restrizioni per impedirgli di avvicinarsi a noi e al nostro quartiere".

"Sfrattati da casa nostra da un abusivo violento": il racconto su Facebook

Tutto ha inizio quando la coppia affitta una stanza dell'appartamento al piano superiore della loro villetta. Il loro progetto della coppia era intanto di abitare l'appartamento al piano terra e poi, con l'allargarsi della famiglia previsto per il futuro, unificare i due appartamenti. Così entra in scena l'inquilino, un italiano di circa 40 anni, che prende in affitto la stanza per 11 mesi. L'uomo, raccontano, paga solo due mensilità, poi alla scadenza del contratto se ne va. A quel punto i giovani proprietari iniziano a portare in casa le loro cose, per vivere al piano di sopra durante la ristrutturazione dell'altro.

"Dopo circa una settimana quest'uomo torna e decide di volersi appropriare dell'intera villetta. Cambia le serrature del piano di sopra, impedendoci da quel momento l'accesso alle nostre stanze e alle nostre cose, nonostante le nostre denunce e richieste, anche al 112 di poter almeno entrare in casa a recuperare quanto è nostro", raccontano. Poco dopo, l'uomo "decide che noi non potremo più avvicinarci nemmeno al piano di sotto, nostra prima e unica abitazione. Inizialmente ha messo colla liquida in tutte le serrature, per poi passare alle maniere forti".

L'incubo per la giovane coppia peggiora, in un crescendo di abusi, minacce e violenze da parte dell'occupante abusivo. "Ci ha minacciati dal balcone con un'ascia quando ci ha visto sul marciapiede, è entrato nel nostro appartamento al piano di sotto e ha sfondato la porta a martellate, ha rintracciato e minacciato i nostri parenti, è entrato ripetutamente in casa nostra, l'ultima volta per distruggere le telecamere di sicurezza e poi vandalizzare l'intero giardino", scrivono sconvolti nella petizione su Change.org.

La coppia ha pubblicato su Facebook l'audio di una telefonata di minaccia ricevuta dall'uomo. L'abusivo, denunciano, avrebbe infatti scoperto che uno dei loro genitori lavora in un ospedale e sarebbe arrivato a minacciare di appiccare un incendio nella struttura: "Due notti dopo due individui col volto coperto hanno scavalcato la cancellata dell'ospedale, ripresi dalle telecamere di sicurezza, e hanno appiccato un incendio nel cortile del suddetto ospedale", scrivono.

"Crediamo di star subendo un danno gravissimo e che la nostra sicurezza non venga tutelata, così come nemmeno il nostro diritto alla proprietà, alla salute, a vivere insieme e metter su famiglia".

Fonte: Today

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