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Carte clonate al distributore di benzina, peccato che una sia della polizia

A processo la banda di moldavi che ha clonato carte carburante in tutta Italia

Esperti, velocissimi e attrezzatissimi: agivano senza lasciare tracce o destare sospetti, tanto che nella loro rete sono finiti pure quattro poliziotti della Stradale. Proprio i centinaia di rifornimenti fatti con la carta carburante di una pattuglia della polizia stradale di Verona hanno fatto scattare le indagini che li hanno poi inchiodati.

L'intera banda - composta da quattro cittadini moldavi di base a Brescia - è ora a processo. Negli ultimi anni avrebbero clonato numerose carte carburante, prelevando dai conti di diverse decine di automobilisti centinaia di litri di benzina e gasolio da rivendere sul mercato nero. 

Il sistema utilizzato

I quattro pare si avvalessero di particolari congegni, chiamati skimmer: ovvero dei dispositivi, dotati di una telecamera e di un lettore di microchip, che una volta piazzati all'interno delle bocchette magnetiche dei distributori dei self service copiavano i codici delle tessere inserite dagli automobilisti. 

Numerose le province colpite dalla banda: i moldavi avrebbero passato al setaccio i distributori del Bresciano, ma pure di molte altre città del Nord e del Centro Italia.

Il processo 

Due dei 4 moldavi sono stati arrestati a febbraio, proprio mentre cercavano di piazzare un congegno in un distributore. Tre sono già in carcere e hanno chiesto di patteggiare la pena, uno è ai domiciliari è vorrebbe procedere con il rito abbreviato. 

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