Cronaca

A caccia nelle valli: trappole illegali e uccisioni di massa di uccelli protetti

La Lac (Lega per l'abolizione della caccia) e il Cabs (Committee against bird slaughter) hanno scoperto 1.675 trappole tra reti, tagliole e sep, mentre il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato diversi richiami vietati e oltre 700 uccelli protetti

Pettirosso catturato in un archetto

Si è concluso il 26° campo antibracconaggio della LAC, Lega per l’Abolizione della Caccia, in stretta collaborazione con il CABS (Committee against bird slaughter), che ha portato alla luce gravi episodi di bracconaggio, uccisioni massicce di uccelli protetti e una diffusissima illegalità venatoria.

A turno, i  trentasette volontari provenienti da Italia  ed Europa, hanno individuato nelle tre valli bresciane 1.675 trappole di cui sep (piccole tagliole) e archetti (che straziano e torturano  prima che sopraggiunga la morte) e 110 reti.

A questi dati si devono aggiungere quelli del Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) del Corpo forestale dello Stato, che ha sequestrato più di settecento uccelli e che in un solo intervento in ottobre (località Camignano)  ha accertato un impianto di uccellagione con 43 reti e ben 18 richiami acustici vietati.

Scrive la Lac in un comunicato: "Se queste attività delinquenziali vengono scoperte solo dal Corpo Forestale tra mille difficoltà logistiche e con fondi quasi sempre insufficienti, ci si interroga sull'efficacia dei controlli della Polizia Provinciale deputata a verificare  l'attività degli impianti di cattura (“casualmente” preclusi alla vigilanza volontaria) sulla quale pesa sempre una forte pressione politica, perché più fai e più disturbi qualcuno".

roccolo_abusivo_monte_manos-2"Un esempio emblematico di tolleranza - continua l'associazione animalista - è l’abusivo,  imponente roccolo a Monte Manos  (Comune di Capovalle, foto a lato), dove ogni anno in sfregio alla legge  il signor Rizzardini, recidivo uccellatore compiaciuto, si fa beffa dei provvedimenti giudiziari e dei sacramenti promuovendo la festa della “Madonna del bracconiere”. Dalla denuncia risalente al 2004 non ha mai smesso catturare illegalmente con le reti uccelli e anche quest’anno a novembre, come ogni anno, è stato denunciato. Nel 2009 la L.A.C. ha richiesto la demolizione del manufatto abusivo ma a tutt’oggi il Comune di Capovalle non ha emanato alcun provvedimento".

"La certezza di una pesante sanzione pecuniaria da parte della Corte di Giustizia Europea - scrive ancora l'associazione - ha bloccato la caccia in deroga ai piccoli uccelli migratori, ma non ha impedito all’arroganza di molti  cacciatori bresciani di sparare a tutto".
 

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