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Caffaro: l'Asl annuncia una nuova indagine sui tumori alla pelle

La decisione dopo che la Iarc ha evidenziato il possibile rapporto tra Pcb e sviluppo di melanomi

L'inchiesta di PresaDiretta sul caso Caffaro è stata accusata d'allarmismo dall'Assessore all'Ambiente Vilardi e di parzialità dall'Als cittadina, ma, giovedì 11 aprile, tornerà a riunirsi il gruppo di studio sull'inquinamento nell'area Caffaro istituito proprio dall'Azienda Sanitaria di Brescia, e già viene preannunciata un'implementazione del monitoraggio sull'incidenza del Pcb nello sviluppo di tumori. A renderlo noto è Fabrizio Speziani, direttore del Dipartimento di Prevenzione Medico Asl.

A seguito della decisione della Iarc, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, di riclassificare i policlorobifenili come cancerogeni, evidenziando soprattutto l'aumento del rischio di melanoma, si inizierà a programmare una nuova indagine epidemiologica, con lo scopo di mettere in rapporto i dati raccolti nella zona inquinata con quelli del resto della città, e poter verificare se esista relazione scientifica tra esposizione a Pcb e tumori alla pelle.

L'indagine, fa sapere il gruppo di studio formato da esponenti di Comune, Provincia, Università degli Studi di Brescia, Zooprofilattico e Arpa, richiederà comunque diversi mesi.



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