Dalla Terra dei Fuochi alla Caffaro, colpo di spugna sui siti inquinati

In arrivo il decreto Destinazione Italia, quasi un condono per tutte quelle aziende che hanno inquinato il Belpaese, in lungo e in largo. La prescrizione coinvolgerebbe tutti i siti inquinati prima del 2007, Caffaro compreso

Tanto si è parlato di bonifica, ora la parola più adatta sembra condono. Il nuovo decreto Destinazione Italia infatti entrerebbe nel merito di quelli che sono considerati Siti di Interesse Nazionale (SIN), aree pesantemente inquinate (o contaminate) e che necessiterebbero di bonifica: dunque la Terra dei Fuochi, alla ribalta nelle ultime settimane, o per star più vicini ai noi la zona industriale della ex Caffaro.

Il decreto però sembra ribaltare il principio (con tanto di norma comunitario) che chi ha inquinato deve pagare. Anzi, il riecheggiare del “condono” appare ancora più evidente non appena si entra nel merito della questione, e del decreto legge.

Prima lo sconto, poi l’Accordo di Programma che, se firmato e sottoscritto da entrambe le parti, quindi Stato italiano e azienda (anche) inquinatrice, permetterebbe alla stessa di ricominciare, previa bonifica ‘autonoma’, proprio sulle aree giudicate inquinate, e inquinanti.

Tanto che si risolverebbe tutto con una bella prescrizione, soprattutto “se i fatti che hanno causato l’inquinamento sono antecedenti al 30 aprile 2007”. Un bel colpo di spugna, sulla storia recente o meno, dell’Italia e del Belpaese, ma pure di Brescia.

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In città intanto va in scena la quinta edizione del workshop SiCon, organizzato dalla facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia in collaborazione con La Sapienza di Roma e l’Università di Catania. Per la Caffaro si è parlato di un commissario straordinario, e di una bonifica che se mai si farà non può costare meno di 7 milioni di euro.

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