Cronaca Via Cremona, 64/b

Cadavere nella valigia: Cc di Brescia fermano il presunto assassino

Il presunto assassino di Bhupinder Singh, ucciso a coltellate nella notte tra domenica e lunedì, è stato rintracciato dai militari in provincia di Bergamo. All'origine dell'omicidio ci sarebbe stata una difficile convivenza nell'appartamento

I carabinieri di Brescia l'hanno rintracciato a Bergamo, dove aveva chiesto aiuto ad alcuni connazionali. Ma lui, il connazionale presunto omicida di Bhupinder Singh, indiano di 34 anni, il cui corpo era stato ritrovato alle tre di notte di lunedì scorso in una valigia sul pianerottolo di un condominio a Brescia in via Cremona al civico 64, aveva già in programma di fuggire a Roma. Per assicurarsi di non essere rintracciato, ha usato tre diverse schede telefoniche.

E per coprire la propria fuga, ha anche contattato la fidanzata, una donna dell'Est, irregolare, che già in passato aveva picchiato e minacciato. Trentasei anni, Sardara Singh, avrebbe accoltellato il connazionale che stava dormendo nel proprio letto. Prima di impugnare il coltello Sardara, detto 'Sappi', avrebbe però fatto sparire ogni traccia del suo passaggio nell'appartamento, forse preparandosi ad aggredire Bhupinder Singh: un borsone con i suoi effetti personali, senza residui di sangue, è stato ritrovato dai militari a pochi metri dal luogo del delitto, abbandonato in strada dopo la rottura della tracolla.

Per questo, l'omicidio potrebbe essere aggravato dalla premeditazione. Al momento del delitto, in casa c'erano tre persone, forse ancora in preda ai fumi dell'alcol dopo una serata di baldoria a base di whisky: il presunto assassino, la vittima e il titolare del regolare contratto d'affitto, costretto con la forza a tentare di occultare il cadavere.

Oltre trenta i segni di arma da taglio riscontrati sul cadavere dall'autopsia. Oltre ad averlo colpito con un coltello, Singh - nella ricostruzione dei militari - ha infatti, tentato di disarticolare il cadavere con una mannaia per poterlo nascondere nella valigia. Determinante la testimonianza di padre e figlio indiani che abitano a poca distanza dal civico 64: a loro Sardara Singh, ancora sporco di sangue, ha chiesto invano protezione.

Un delitto che sarebbe scaturito dalla mentalità aggressiva unita alla forza fisica dello straniero, "un personaggio pericoloso" per i militari di Brescia. Bevitore accanito, alla costante ricerca di denaro per sbarcare il lunario, riusciva solo a portare a termine qualche lavoretto di volantinaggio. Raramente, hanno raccontato i carabinieri, pagava la propria quota d'affitto. E' in questo ambiente di degrado e di abuso d'alcol che sarebbero maturati i suoi intenti omicidi verso chi, forse, gli aveva rivolto una parola o un insulto di troppo.

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