Cronaca

Bonus Bebè stranieri, Paroli: «Volevo incentivare la natalità italiana»

"Credevo si potesse realizzare almeno per una volta un servizio in favore dei cittadini italiani bresciani, riguardo uno specifico loro problema, il crollo della natalità": questo il commento del primo cittadino sull'ennesima bocciatura

Dopo la settima bocciatura in tribunale sul caso del bonus bebè negato ai migranti, sul caso è intervenuto il sindaco Paroli.

"Integrazione significa anche preoccuparsi delle distanze - ha commentato il primo cittadino - che ancora permangono tra i tanti stranieri giunti da diverse nazioni del mondo nella nostra città e quelli che bresciani lo sono da sempre. L’amministrazione si preoccupa di colmare questo gap attraverso diverse iniziative, alcune specificatamente in sostegno dei soggetti più deboli, come spesso risultano essere gli stranieri."

"A diverso bisogno - ha continuato Paroli - credo però debba corrispondere uno specifico servizio e quindi una diversa risposta. In particolare al di fuori dei servizi essenziali che nella nostra città vengono garantiti a tutti, credevo si potesse realizzarne uno almeno per una volta in favore dei cittadini italiani bresciani, riguardo uno specifico loro problema, il crollo della natalità".

Il sindaco, già alle prese con la patata bollente delle multe alle auto blu, si dice dunque stupito "dell’avversione nei confronti del provvedimento", anche per il fatto che non sia "il TAR a occuparsi di un provvedimento della Pubblica Amministrazione ma il Tribunale del Lavoro".

"Secondo quali logiche - ha poi concluso - il Tribunale del Lavoro si occupi di una disciplina che non ha a che fare con il suo ambito di giudizio, ma afferisce all’attività amministrativa, mi è ancora difficile da comprendere".

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