Bimbo di 7 anni fugge in treno per paura di essere picchiato

Protagonista della breve fuga un intraprendente bambino nigeriano di 7 anni. Lunedì pomeriggio ha fatto perdere le sue tracce per quasi 4 ore. All'origine dell'evasione la paura di essere picchiato, ancora, dal compagno dell'ex coinquilina

BRESCIA. In quell'appartamento di Viale Piave non voleva proprio tornarci. Il ricordo delle botte subite dalla madre e degli schiaffi arrivati anche a lui lo terrorizzava ancora. Così quando la madre, una 41enne nigeriana, all'uscita da scuola gli ha comunicato che avrebbero dovuto passare in quella casa, che avevano lasciato un mese fa proprio in seguito all'episodio violento, si è messo a correre. A gran velocità. 

La madre lo ha inseguito per tutta Viale Piave, ma ne ha perso le tracce quando è entrato al Parco Ducus. Zaino in spalla, il piccolo ha raggiunto a piedi la stazione ed è salito sul primo treno per Verona, la città dove suo padre, un 43enne nigeriano, possiede un negozio.

Senza soldi e senza documenti, il bambino si è rivolto ad un passante per acquistare il biglietto del treno, dicendo: “Devo andare a Verona da mio padre, mi compri il biglietto?”. All'ignaro finanziatore dell'evasione non è evidentemente sorto alcun dubbio e l'uomo non ha segnalato nulla alle forze dell'ordine.

Arrivato alla stazione di Verona il piccolo ha poi  raggiunto il negozio del padre, sito in via XX settembre, trovandolo però chiuso.  Il padre, infatti, era stato avvisato della fuga del figlio e si era precipitato a Brescia. A quel punto, il bimbo è salito sul bus ed è tornato in stazione, dove gli agenti della Volante di Verona lo hanno riconosciuto e scortato fino a casa.

In compagnia della madre, il piccolo è solito recarsi tutti i fine settimana dal padre e ha così memorizzato il percorso. Alla base della fuga, che è durata quasi tre 4 ore, dalle 16 alle 20 di lunedì, non c'è però nessun dissidio con i genitori o problemi di custodia.

Le ricerche della Questura di Brescia sono scattate immediatamente dopo la denuncia di scomparsa. Le fotografie del bimbo sono state immediatamente diffuse e sono state allertate le forze dell'ordine delle provincie limitrofe. Proprio grazie alla fotografia diffusa gli agenti veronesi hanno riconosciuto il bimbo, mentre sostava alla fermata degli autobus della stazione di Verona.

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