Porta la bimba di 2 anni al pronto soccorso: in attesa 4 ore con la polmonite

La denuncia del padre della piccola di neanche due anni: "Ci è passato davanti chiunque, le hanno solo provato la febbre, alla fine ce ne siamo andati"

BRESCIA. Una domenica da dimenticare per Paolo e la sua piccola di nemmeno due anni, che sono stati costretti ad attendere più  di 4 ore al Pronto Soccorso pediatrico del Civile di Brescia. La piccola in lacrime e lui che cercava di consolarla come poteva, tendendo a bada ansia ed agitazione, mentre vedeva gli altri piccoli pazienti ricevere cure e  attenzioni. Esasperato e sgomento dall’esperienza vissuta, Paolo Terranova, titolare di un bar della zona industriale di Ospitaletto, ha deciso di sfogarsi e raccontare quando è accaduto a lui e alla sua piccola.

“Domenica mattina ci siamo svegliati: la bimba stava male, si toccava il pancino in continuazione e piangeva come una disperata per il dolore - racconta Paolo -. Io e la mia compagna abbiamo notato che non faceva la pipì da parecchie ore, eravamo molto preoccupati, perché giovedì scorso le era stata diagnostica la polmonite e stava facendo le punture antibiotiche. Così abbiamo chiamato la pediatra, che ci ha detto che poteva trattarsi di un blocco renale e di andare subito in ospedale.”

Detto, fatto. Paolo ha caricato la sua bimba in macchina ed è corso al Civile: “Siamo entrati intorno alle 10 di mattina, al personale dell’accettazione ho spiegato la situazione, e l’unica cosa che hanno fatto è stato misurarle la febbre e dirmi di avere tanta pazienza.”

Con la piccola in lacrime - tra le braccia e gli occhi fissi sul monitor, Paolo ha atteso il suo turno: “Non riuscivo a capire perché continuava a passarmi davanti altra gente, che non sembrava così grave. Ho chiesto più volte spiegazioni, ma mi hanno detto che dovevo aspettare. Dopo più di 4 ore di attesa,  è arrivato un paziente che forse aveva qualche malattia infettiva, gli hanno fatto mettere la mascherina e anche il personale medico le ha indossate, mentre a noi ci hanno semplicemente spostato in un’altra stanza. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: non ci ho più visto e me ne sono andato, portando poi la piccola dalla pediatra. Non è possibile che accadano cose del genere: sono rimasto fino alla tre del pomeriggio ad aspettare e non mi hanno rilasciato nessun documento. La bimba non l’hanno nemmeno guardata, nonostante avesse la polmonite: le hanno solo misurato la febbre.”

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