Frode al fisco per 50 milioni di euro: imprenditori in manette, 4 sono bresciani

Blitz della Guardia di Finanza su ordine della Procura: arrestati cinque imprenditori, un bergamasco e quattro bresciani. Sequestrati beni per 50 milioni di euro: a questo ammonterebbe la truffa a erario e aziende

Foto d'archivio

Società cartiere, bancarotte programmate, imprenditori e commercialisti compiacenti: ancora una volta, la frode fiscale è servita. Un affare da 50 milioni di euro, smascherato dalla Procura e dalla Guardia di Finanza: questo a quanto ammonterebbe il “giro” che ha coinvolto diverse imprese e diversi professionisti della provincia di Brescia e di Bergamo.

In particolare, sono cinque le persone che martedì mattina sono state arrestate: cinque imprenditori accusati di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e alla frode fiscale. Sono tutti in carcere: quattro di loro sono bresciani, il quinto – G.L., di 57 anni, considerato in qualche modo il “capo” – è invece un imprenditore bergamasco.

Un modus operandi che purtroppo non è nuovo: esistevano delle società cartiere, e quindi adibite solo a produrre e stampare false fatture. Con il solito giro “sporco” si riusciva a recuperare l’Iva tramite la compiacenza di altre aziende, spesso venivano costruite appositamente delle aziende “gemelle”, quando falliva l’una continua l’altra, e così via.

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