Per il fisco sono poveri, ma hanno intestate auto per oltre un milione di euro: 5 nei guai

Le auto, tutte usate e con gravami amministrativi, venivano acquistate per poche centinaia di euro e poi rivendute generalmente a malviventi che le usavano per mettere a segno diversi colpi. Nei guai 4 uomini e una donna

Foto di repertorio

Un mercato di compravendita di auto completamente clandestino destinato a soddisfare i bisogni della criminalità: vendevano veicoli formalmente in regola, ed intestati fittiziamente, perfetti da usare per mettere a segno furti e rapine.

A mettere fine al redditizio business sono stati i carabinieri di Marone, supportati dai militari della compagnia di Chiari, in collaborazione con la sezione di Polizia Giudiziari del tribunale di Milano. In tutto sono state denunciate 5 persone: compravano per pochi spiccioli macchine su cui pendevano gravami amministrativi (e quindi prive di qualsiasi valore commerciale), poi le rivendevano in nero per qualche migliaio di euro. Ciascuno di loro aveva intestato un numero impressionante d'auto: da un minimo di 16 ad un massimo di 76, per un totale di 220 veicoli e un valore di mercato stimato di 1 milione e 100 euro.

Multe per oltre 78 mila euro

Nei guai sono finiti: un 54enne bresciano residente a Cevo; un 27enne romeno residente a Fara Gera d’Adda (Mi); una 45enne romena residente a Cassano d’Adda (Mi); un 26enne romeno residente a Trezzo sull’Adda (MI); un 27enne romeno residente a Berbenno (BG). Tutti sono stati denunciati per reato continuato, favoreggiamento reale, errore determinato dall’altrui inganno, falsità ideologica e truffa ai danni dello Stato. Nei loro confronti sono scattate, ad ora, sanzioni per la cifra record di 78 mila 336 euro. Multe che difficilmente verrano pagate, dato che formalmente risultano tutti nullatenenti. I militari hanno poi proceduto al blocco delle anagrafiche dei 5 denunciati presso i registri pubblici, per far sì che non si intestassero ulteriori macchine e radiato dal pubblico registro automobilistico i veicoli individuati.

Molte delle 220 macchine intestate ai 5 prestanome sono ancora in circolazione e difficilmente verranno recuperate: quando diventano eccessivamente sospette finiscono all'estero.

Come funzionava il sistema 

I cinque prestanome erano dotati di partita iva ed iscrizione alla Camera di Commercio: approfittavano della legge Dini per pagare a pochi euro i passaggi di proprietà, contro i 300-400 euro richiesti ad un privato.

Una volta comprate le macchine, gravate da cartelle esattoriali, le rivendevano in nero (senza quindi alcun passaggio di proprietà), nella maggior parte dei casi accertati a persone con precedenti di polizia. Come appurato nel corso delle indagini, le persone nteressate a questo genere di affare erano proprio pregiudicati: per poche migliaia di euro potevano comprarsi macchine formalmente 'pulite' - dotate di assicurazione e i documenti in regola - per poter circolare, mettere a segno furti e rapine senza che la forze dell'ordine potessero facilmente risalire a loro.

Tutto è partito da un controllo stradale

L'indagine è scattata durante un controllo stradale effettuato lo scorso aprile dai carabinieri di Marone: i militari avevano fermato un'auto con a bordo alcuni pregiudicati della zona. La macchina era intestata ad uno dei 5 prestanome, che nessun legame aveva con l'utilizzatore. Poi è emerso che il proprietario fittizio aveva intestate altre decine di auto: difficile quindi sostenete la tesi che si trattasse di un prestito. Al termine di numerosi accertamenti, i carabinieri hanno ricostruito l'intero business.

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