Via Marsala: all'asta la palazzina occupata dai rifugiati

La palazzina sita al civico 40 di via Marsala, all'angolo con Contrada del Carmine, è stata occupata nel novembre del 2013 dagli attivisti di "Diritti per Tutti" per dare un tetto ai migranti richiedenti asilo e ai rifugiati arrivati in Italia a cavallo del 2011 con la cosiddetta emergenza NordAfrica. Venerdì verrà messa all'asta per la seconda volta. "Chi compra l'immobile sappia anche che sta per acquistare la nostra resistenza" avvertono gli occupanti.

Una palazzina fatiscente di tre piani. Non ci sono comfort, ma c'è un tetto a riparare dalla pioggia, delle mura solide ad isolare il freddo, dei materassi sui quali dormire. È la casa di una ventina di  giovani africani scappati dalla guerra, dalla fame, dalla morte. Una parte delle circa 300 persone che nel 2011, dopo essere arrivate da Lampedusa, erano state smistate dalla Prefettura nei Comuni della provincia bresciana, per lo più sui monti della Valle Camonica. Rifugiati in possesso di un regolare permesso di soggiorno, per motivi umanitari, che vivono nell'ombra.

Nonostante risiedano nel bresciano da molti anni - fanno sapere gli attivisti di Diritti per Tutti - non sono stati iscritti all'anagrafe, come prevede la legge, e non godono, quindi, dei conseguenti diritti: come la residenza (criterio indispensabile per rinnovare il permesso di soggiorno) e l'iscrizione nelle liste di mobilità. Vivono di lavori saltuari perché, appunto, la mancata iscrizione ai registri anagrafici non permette la regolarizzazione contrattuale.  Pagare l'affitto diventa, quindi, una missione impossibile.

Tutto quello che hanno è un posto in cui vivere dignitosamente. Un “lusso” che potrebbe essergli sottratto a breve. Venerdì 10 aprile la palazzina che hanno occupato, senza mai creare problemi di ordine pubblico,  sarà messa all'asta. Non è la prima volta. Pamela di Diritti per Tutti racconta che alcuni fa qualcuno aveva fiutato l'affare ed era venuto a visitare lo stabile, ma, viste le condizioni in cui si trovava, aveva lasciato perdere. Le cose potrebbero andare diversamente questa volta, perché il prezzo della base d'asta si è notevolmente abbassato.
Gli abitanti rischiano di finire in mezzo ad una strada, se la palazzina verrà venduta e del loro destino non se faranno carico le istituzioni o l'Aler. 

Aziz Nou ha poco più di 20 anni, viene dal Ghana, e vive nello stabile dal 2013. Quella di emigrare non è stata una scelta volontaria. Un viaggio in mare  per fuggire dalla guerra in Libia, paese dove si trovava per lavorare. “Sono venuto in Italia non perché lo desiderassi, ma perché  non avevo altra scelta – spiega Aziz-  Quando è scoppiata la guerra in Libia non potevo tornare in Ghana, così sono scappato.” 

È Aziz a fare da portavoce e a rivolgere un accorato appello ai possibili acquirenti: "Penso che le persone che vogliono comprare questo edificio debbano pensare che cosa farebbero se fossero nei miei panni. Non ho nessun posto dove andare, non ho alternative che non siano la strada.  Se l'ipotetico proprietario dovesse avere un figlio costretto a lasciare l'Italia, a vivere da immigrato in un altro paese e a dover affrontare gli stessi problemi che affronto io ora, cosa farebbe?".

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