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I cacciaviti che l’uomo nascondeva sotto il giubbino — copyright © Bresciatoday.it

I cacciaviti che l’uomo nascondeva sotto il giubbino — copyright © Bresciatoday.it

Rifiutato da una donna, la minaccia di morte. A casa sua armato

Arrestato in città a Brescia un cremonese del 1963. La donna era perseguitata da mesi, tanto che non riusciva più ad uscire di casa, nemmeno per andare a lavoro

L’ha avvicinata per la prima volta in un bar nel mese di febbraio mentre era lì con delle amiche e, da quel momento, si è concentrato su di lei in maniera sempre più ossessiva. Vittima dello stalker (un cremonese di 52 anni), una bresciana del 1974 residente in città nella zona dell’ospedale Civile.

Durante tutto il mese di marzo e fino ad una settimana fa, l’uomo ha iniziato una serie di comportamenti che sono diventati via via sempre più pressanti, fino ad arrivare all’aggressione fisica e alle minacce di morte, provocando così nella donna un’angoscia e una paura tale, da doversi assentare dal posto di lavoro per “ansia, crisi emotiva o stato di panico da stress”, malattia diagnostica dal medico curante.

Scoperto il luogo dove la donna lavora e abita, il 52enne ha iniziato a farsi trovare in strada e a seguirla, dapprima per invitarla a cena o per farle regali e, a seguito dei ripetuti rifiuti, per minacciarla ed insultarla. Neanche la denuncia per atti persecutori ai Carabinieri ha sortito l’effetto di farlo desistere dai suoi comportamenti.

Verso la fine del mese di marzo, infatti, dopo la restituzione di un peluche non ha accettato come regalo, lo stalker l’ha aggredita fisicamente e solo la presenza di alcuni passanti ha evitato che l’episodio avesse conseguenze peggiori.

Nei giorni successivi, la sua presenza si è fatta ancora più ossessiva fino a sfociare in episodi di minacce di morte. La 41enne, che oramai aveva smesso di andare al lavoro nel timore di uscire di casa e di incontrarlo, ha  così avvisato anche i suoi vicini di casa di quanto le stava capitando. E, qualche giorno fa, è stato proprio uno di loro a telefonarle mentre si trovava in casa, avvisandola che, nel cortile del loro palazzo, c’era il suo persecutore che tentava di entrare all'interno dello stabile.

La donna ha subito chiamato il 113, chiedendo la protezione della Volante. Gli agenti del Commissariato Carmine sono intervenuti ed hanno fermato l’uomo che, anche in loro presenza, ha continuato a urlare minacce di morte. Perquisito, è stato trovato in possesso di due cacciaviti di grosse dimensioni (25 cm e 28 cm), nascosti all’interno del giubbino.

L’uomo è stato così tratto in arresto per atti persecutori e possesso ingiustificato di armi o oggetti atti ad offendere. Il fermo è stato convalidato dal giudice, che ha disposto la detenzione in carcere in attesa del processo.

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