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Black out all'inceneritore: "Non si sa quante diossine siano uscite"

Al momento della fumata nera del 27 aprile, il campionatore dei fumi non era funzionante già da 21 giorni. A2A: "Non ce ne siamo accorti"

Quanta diossina hanno respirato i bresciani nel corso dell'incidente all'inceneritore del 27 aprile scorso? Impossibile saperlo, dato che - mentre dal camino usciva una vistosa fumata nera - il campionatore automatico dei fumi sulla linea 3 non era funzionante. E non lo è stato per tutto il mese.

E' quanto emerso dalla relazione Arpa seguita a un controllo presso l'impianto di via Codignole: "Un fatto gravissimo, sostengono di non essersi accorti per 30 giorni del mancato funzionamento".

A2A ha cercato di giustificarsi inviando una notificazione della ditta che produce lo strumento di campionamento 'in continuo', in cui si legge che - a causa di un malfunzionamento - il sistema "non ha più salvato i dati di campionamento a partire dal 6 aprile".

Ma come mai non si sono accorti di nulla? Si legge ancora nel comunicato: "Il malfunzionamento della memoria interna non ha comportato nessuna variazione nel funzionamento del sistema Decs, che ha continuato comunque a campionare".

A2A ha poi diffuso una simulazione delle emissioni effettuata su dati storici, in cui si sostiene che i parametri di legge sono stati comunque ampiamente rispettati. Ma, fondandosi su una simulazione, l'asserzione lascia il tempo che trova.

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