Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca Brescia 2 / Via Privata de Vitalis

Ragazze prese a pugni in faccia per gli smartphone, condannato a 3 anni di carcere

L'episodio lo scorso ottobre, vittime due studentesse della Laba (Libera accademia di belle arti). L'uomo che le ha aggredite e rapinate, un 55enne bresciano, è stato condannato a 3 anni di reclusione

Foto d'archivio

È stato condannato a tre anni di reclusione il 55enne bresciano che aveva seminato il panico tra i corridoi del distaccamento di Via De Vitalis (in zona stazione ferroviaria) della Laba, la Libera accademia di belle arti di Brescia, aggredendo e rapinando due ragazze.

L'episodio risale alla mattina del 29 ottobre scorso. L'uomo - di casa a Rudiano e con precedenti specifici alle spalle - si era intrufolato a scuola con ovvie cattive intenzioni, prendendo di mira due studentesse sedute a un tavolo. Il volto travisato da uno scalda collo, si era rivolto a una delle due giovani intimando di consegnargli il pc sul quale stava lavorando: lei si era rifiutata e lui le aveva rifilato un pungo in faccia. Dopo l'aggressione, le aveva preso lo zaino e lo smartphone. Poi se l'era presa con una studentessa intervenuta per difendere la prima vittima: dopo averla schiaffeggiata si era impadronito anche sul suo telefono.

L'arresto

Tra grida e richieste di aiuto tutta la scuola si era mobilitata, e il rapinatore aveva dovuto scappare a piedi uscendo di nuovo in Via De Vitalis, in direzione dei binari, passando per Via Sostegno. Qui però era stato intercettato dagli agenti della Polfer, la Polizia ferroviaria, che era stata allertata da pochi minuti. Per lui erano subito scattate le manette - addosso aveva lo zaino e i cellulari appena rapinati - e si erano aperte le porte del carcere di Canton Mombello, dov'è rimasto fino a quando, lo scorso primo marzo, gli sono stati concessi i domiciliari.

Il processo

La vicenda si è conclusa con la condanna a 3 anni di reclusione, arrivata al termine del processo celebrato con rito abbreviato. Un pena più leggera rispetto a quanto voluto della procura che aveva chiesto 4 anni e 4 mesi di carcere. 

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