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Tornano in libertà i tre uomini accusati di usura e minacce di morte

I tre uomini, un 35enne bresciano, titolare di una ditta di arredamento in Franciacorta, un suo dipendente del '69 e un 60enne calabrese, avrebbero agito "nella ragionevole convinzione della legittimità della propria pretesa, pur se era illecito il modo di realizzarla"

Tornano liberi i tre uomini accusati di estorsione ai danni un piccolo imprenditore della provincia di Brescia. I tre, due bresciani e un calabrese, erano finiti ai domiciliari dopo aver rivendicato, con minacce ed intimidazioni, la restituzione di 178mila euro a fronte di un prestito di 50mila euro concesso alla presunta vittima.


Dopo l'interrogatorio di garanzia, il gip ha revocato la misura cautelare: i tre avrebbero agito nella ragionevole convinzione della legittimità della propria pretesa, pur se era illecito il modo di realizzarla. Sembra che all'origine della vicenda ci sia la vendita di acciai con promesse di enormi guadagni, che alla fine non sarebbe andata in porto come previsto.

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