Cronaca Piazza della Loggia

Giovani e antifascisti: «La libertà va difesa ogni giorno»

In occasione del Giorno della Resistenza non sono mancati i giovani, pronti a schierarsi con gli ideali e i valori dell’antifascismo. Abbiamo incontrato Marco e Francesca, di Nuova Resistenza e ANPI

Alla manifestazione di ieri per celebrare il 25 Aprile erano presenti numerosi giovani, protagonisti di una nuova lotta alle nuove forme di fascismo. Alcuni ragazzi tra i 14 e i 20 anni hanno cercato di dare una risposta concreta al loro desiderio di giustizia  e legalità creando Nuova Resistenza: il gruppo rappresenta la parte giovanile dell’ANPI e si ripropone di rispolverare l’idea della resistenza, che non riguarda soltanto un passato ormai lontano, ma continua ad interrogare anche le nuove generazioni.

“Questa esperienza era già presente in altre località di Brescia – ci spiega Marco, un giovane di Nuova Resistenza – e la volontà di creare un collegamento tra questi gruppi già esistenti ha permesso di far nascere questo progetto”. Parlando delle iniziative portate avanti da questi ragazzi viene ricordato un ciclo di incontri sulla Costituzione italiana, l’ultimo dei quali, presso il liceo Calini, proprio alla vigilia del 25 Aprile.

“Abbiamo organizzato anche vari presidi e contribuito a diffondere una petizione on-line contro la reinstallazione della statua del Bigio – continua Marco – Sempre in questa direzione sono stati realizzati tre flash mob per dire il nostro no ad un’opera costosa ed insensata. Ha avuto molto riscontro la lettura, che abbiamo fatto in piazza Vittoria, dei dodici principi fondamentali della Costituzione e di alcune leggi del ’46 che prevedevano la rimozione della statua”.


Si riconosce la passione nelle parole di questi giovani ed il loro desiderio di agire concretamente per portare avanti gli ideali in cui credono. Si pensa anche al futuro, ovviamente, e uno dei prossimi appuntamenti è il ricordo del 28 Maggio 1974.

Alla domanda “Pensate che l’aumento della formazione di gruppi di ispirazione fascista sia legata ad una mancanza di informazione?” rispondono che “spesso è proprio la politica che presenta il Fascismo come un’operetta, contribuendo così ad imbonire e a mitizzare qualcosa che si oppone alla democrazia e non può che recare disuguaglianza”.

Il Fascismo non è morto, ma ancora radicato in scelte e mentalità. Per questo continuano ad essere vivi movimenti di resistenza, che non rimangono indifferenti, che sanno guardare con occhi critici la realtà. Perché, come ha affermato Francesca Parmigiani, vicepresidente dell’ANPI provinciale, “la liberazione non è un fatto concluso, la libertà non si conquista una volta per sempre, ma si difende e si paga ogni giorno”.

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