Cronaca Centro / Piazza della Loggia

Scontri al 25 aprile, la polizia manganella il cameraman che riprende

A denunciare l'accaduto Andrea Maffeis, dell'associazione culturale Ctv: "Stavo riprendendo un poliziotto che manganallava un manifestante. Mi ha visto e si è scagliato su di me"

“È solo l’ennesima aggressione, questa volta però ci sono stati anche dei danni fisici” spiega Andrea Maffeis, operatore dell’associazione culturale Ctv, che lo scorso 25 aprile, durante la manifestazione a Brescia, è stato colpito dalle forze dell’ordine con tre colpi di manganello.

“Stavo seguendo il corteo non istituzionale quando è giunto in prossimità di Piazza Loggia ed è stato fermato da uno schieramento di polizia che impediva l’accesso alla piazza. A lato riprendevo la scena, anche nel momento in cui un poliziotto, senza alcuna ragione, ha tentato di colpire una manifestante. Subito dopo mi ha guardato e ha preso a manganellate me, che non stavo facendo altro che filmare”.

Il tutto è stato ripreso da un altro operatore di Ctv presente alla manifestazione. Le immagini, che sono a disposizione di tutti sul sito di Ctv, sono chiare. Meno chiari sono i motivi che hanno spinto le forze dell’ordine ad intervenire con violenza ad una protesta pacifica.

Andrea ha subìto una duplice contusione all’avambraccio sinistro con prognosi iniziale di 7 giorni. Ematoma non ancora guarito completamente, da far rivalutare a breve da un medico.

La redazione dell’associazione culturale ha voluto precisare che il loro lavoro gode dell’autorizzazione ministeriale e che quindi è concesso loro fare riprese e pubblicare i video on-line: “Siamo convinti che i nostri filmati diano fastidio a tanti. Più di una volta le nostre riprese hanno scagionato persone messe sotto processo con accuse da parte della polizia” (vedi il caso di Carlo Di Giovambattista, detto Sauro).

Andrea ha sporto denuncia per l’aggressione ricevuta, che purtroppo non riguarda un episodio isolato. “In più occasioni la nostra redazione è stata presa di mira dalle forze dell’ordine che hanno provato ad intimidire gli operatori, cercando di impedire le riprese, come è successo l’11 maggio, prima dell’arrivo di Berlusconi”.

Le telecamere di Ctv sembrano avere il brutto vizio di mostrare la realtà così com’è: “Tutto questo ci sembra un affronto alla libertà di stampa e al diritto ad avere un informazione oggettiva e veritiera. Le nostre riprese possono fare paura soltanto a chi non si comporta correttamente”.


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