Brebemi non decolla: in vista finanziamenti pubblici

Volumi di traffico nettamente inferiori alle previsioni. La crisi e il mancato completamento dei collegamenti fra le cause dell'insuccesso. Programmati interventi finanziari pubblici per poter terminare le infrastrutture.

Sono passati solo otto mesi dall'inaugurazione, ma l'autostrada Brebemi chiama già aiuto. A rispondere, manco a dirlo, lo Stato.

Nonostante si sia elogiata a gran voce l'assoluta indipendenza dell'infrastruttura, da ottenersi grazie al project financing, l'esperimento di emancipazione non è riuscito e si sta correndo già a tirare le gonne ( e la borsetta) di mamma Roma.  60 milioni di euro in tre anni dalla Regione, a cui  se ne potrebbero aggiungere altri 300 dallo Stato: soldi fondamentali per ripianare le casse e costruire le interconnessioni necessarie a tenerla in vita.

Fra gli adeguamenti necessari, un collegamento diretto tra Brebemi e A4 che consenta poter «scegliere» quale imboccare arrivando da Venezia.

I volumi di traffico non sono incoraggianti: non si superano i 10mila utenti al giorno, su una stima iniziale di 40-60mila. Si sale a ventimila quando “va bene” e qualche blocco o incidente intasa l'A4, spingendo gli automobilisti ad avventurarsi alla ricerca della nuova autostrada, ancora mal segnalata.

La crisi che incalza le aziende non aiuta la neonata Brebemi:  costa troppo, il doppio dell’A4 a parità di tratta, anche se col vantaggio di essere quasi soli. In atto fino a maggio degli sconti fino al 18% al casello, ma scarsi per ora i risultati.

E' importante ricordare effettivamente che il progetto iniziale andava oltre la semplice tratta da Chiari a Liscate ma comprendeva anche opere di connessione, raccordi, collegamenti. Quella rete di infrastrutture alla quale si appella il presidente Franco Bettoni quando  invita a giudicare l’opera «solo quando sarà finita». Per questa ragione i numeri sulla frequentazione dell'autostrada da oggi non saranno più resi noti.

Nel bresciano la bretella della Mandolossa dovrebbe essere pronta a giugno, prevista invece per la fine del 2016 la terza corsia della tangenziale sud, con il nodo di Brescia Ovest. Fermo da anni invece il completamento della «corda molle» da Azzano verso ovest. I lavori erano affidati a Centro Padane, la cui concessione per l’A21 è però scaduta. Si attende così l'esito della gara per il nuovo concessionario, non si spera in meno di 5 anni perchè il completamento avvenga. In vista una soluzione tampone che, secondo Bettoni,potrebbe essere pronta per l’inizio del 2017.

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