Brai&Bei Mongol Rally, quarto giorno: i gnari sono arrivati in Turchia!

Superato l'ostacolo dei 4mila chilometri, tra carretti balcani e la maestosità di Istanbul e Ankara. Tanta fatica e primi acciacchi alla macchina, il viaggio è ancora lungo e ancora pieno di insidie. Il resoconto esclusivo

Il viaggio spericolato dei Brai&Bei verso la Mongolia continua senza sosta, e i gnari di Desenzano hanno già raggiunto la Turchia, e al quarto giorno di viaggio festeggiano la prima tappa asiatica, e dopo Istanbul arrivano pure ad Ankara. Il viaggio non è facile, c’è caldo e c’è la macchina che non sempre si comporta benissimo. Ma il fascino delle terre turche, l’aria dell’Asia che si avvicina, la soglia dei 4mila chilometri ormai superata.. Ulan Bator è appena appena più vicina, buona fortuna e buon viaggio!

Questo il resoconto live, in esclusiva, che ci arriva direttamente dalla Brai&Bei Car! Un piccolo grande diario di viaggio, che a leggerlo e rileggerlo ha pure qualcosa di poetico. La Turchia non è più così lontana, neanche per noi.

Nel lasciare l’Europa le prime scomodità si fanno avanti. Anzi, scomodità potrebbe suonare spocchioso, si potrebbero piuttosto definire peculiarità, delle quali non ci è dato avere esperienza alcuna. Passati i Balcani tra carretti e pastori, dalla frontiera bulgara in poi la macchia mediterranea si fa prepotente, e sembra quasi che il sole decida di cambiare luce. Tutto diventa ardentemente arancione, e tranne i fedelissimi girasoli tutto il resto della flora combatte per mantenersi verde durante l’estate.

La macchina funziona bene, l'aria condizionata invece no e i finestrini aperti la sostituiscono ormai con gran dignità. Le bombole di propano nella sacca sul tetto ci danno qualche pensiero, ma non impediscono le nostre pause pranzo a suon di kofte, yoghurt acido e sis tavuk. Istanbul e' maestosamente intricata, un suk a cielo aperto guardato a vista dalla cattedrale di Santa Sofia, inumidito dalle amalgamanti acque del Bosforo. Siamo l’attrazione della città, oltre a mendicanti che ci si buttano in macchina inneggiando ad Allah e al Ramadan (iniziato oggi), nel traffico del giovedì taxisti e automobilisti ci fissano, ci suonano, si interrogano e sorridono.

L’ostello e' arroccato a poche centinaia di gradini dalla dominante Piazza Taksim. Parcheggiare la macchina e' un’impresa, soprattutto considerando che siamo in riserva da una ventina di km e a quanto pare Istanbul non e' famosa per i suoi benzinai. La nottata scorre tra festa e austerità, il Ramadan e' nell'aria, i locali son quasi vuoti ma una band metal non disdegna di esibirsi sulla via del corso. Decisamente rivalutato il metal turco.

Dopo una visita mattutina partiamo alla volta di Ankara, a 150 km dall’arrivo la spia del motore si accende, la macchina ha dei cali di potenza. Niente di preoccupante ma risulta evidente che questi primi 4000 km in qualche modo si siano fatti sentire. Continuiamo le nostre mille e una notte, a presto.

 Appassionato testo di Andrea Trolese
 in collaborazione con il team al completo
 Alessandro Bocchio 
 Filippo Maritano 
 Edoardo Maritano

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