Cronaca Provaglio d'Iseo

Imprenditore scomparso, l'esperimento: bruciato un maiale in fonderia

L'animale è stato bruciato in un forno fusorio

Il forno non è esploso, il maiale nemmeno: e dopo circa un'ora di “cottura” a più di 800 gradi dell'animale non sarebbe rimasto nulla. Ma sono stati prelevati campioni di Dna ed eventuali tracce organiche. E' l'esito dell'esperimento giudiziale (che non ha valore probatorio, ma può dare indicazioni importanti) voluto dalla Corte di Assise di Brescia e in scena mercoledì 27 aprile alla Fonderia Gonzini di Provezze, Provaglio d'Iseo, per cui da tempo c'era la disponibilità. L'esperimento fa parte del dibattimento sul presunto omicidio di Mario Bozzoli, l'imprenditore di Marcheno scomparso l'8 ottobre del 2015 e di cui da allora non si sono più avute notizie. L'unico imputato alla sbarra è il nipote Giacomo Bozzoli, che però si è sempre dichiarato estraneo ai fatti.

La scomparsa di Mario Bozzoli

L'esperimento giudiziale di Provezze ha voluto valutare dal “vivo”, anche se in via ipotetica, quello che sarebbe successo se – come è convinta la Procura – Mario Bozzoli fosse stato gettato in un forno fusorio della fonderia di Marcheno gestita insieme alla famiglia. Tra le 19.14 e le 19.25, quella sera, qualcosa potrebbe essere successo: in fonderia venne registrata una fumata anomala, della durata di tre minuti, che per la pubblica accusa potrebbe essere il momento in cui il corpo sarebbe stato gettato nel forno.

L'esperimento giudiziale in fonderia

All'interno di quel forno, però, non è mai stato trovato nulla di strano: né tracce organiche né altro. Per questo sono già stati prelevati materiali e reperti anche dal forno della Gonzini, per almeno tentare un confronto. A Provezze è stato bruciato un maialino di circa 13 chilogrammi, in un forno più piccolo rispetto a quello della fonderia di Marcheno: scartata l'ipotesi iniziale che prevedeva di utilizzare un maiale di circa 80/85 chili, ovvero quanto pesava Mario Bozzoli al momento della sua scomparsa.

A cosa è servito bruciare il maiale (morto)

Il maialino bruciato in realtà era già morto, per cause naturali. E' stato inserito nel forno e bruciato a più di 800 gradi – se ne sarebbe percepito anche l'odore – e poi lasciato a “mollo” in un fluido di metallo fuso. La situazione è stata monitorata passo dopo passo dai Vigili del Fuoco e dagli specialisti di Polizia di Stato e Carabinieri: con l'esperimento doveva essere verificata l'eventualità dell'esplosione del forno a seguito dell'inserimento di un corpo estraneo (nel caso delle indagini, un corpo umano). Così non è stato con il maialino. Dunque così non sarebbe stato nemmeno quella sera, se fosse stata davvero la fine di Mario Bozzoli. Il processo prosegue.

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