Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Ménage à trois con una ragazzina, i giudici: "Devono restare in carcere"

Respinte le istanze di scarcerazione per Giovanni Bonomelli e Michela Righetti, arrestati lo scorso 15 febbraio con l'accusa di aver avuto rapporti sessuali con una ospite 16enne della comunità di recupero Lautari di Pozzolengo

Il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di arresti domiciliari per Giovanni Bonomelli e la sua 'complice' Michela Righetti, accusati di aver avuto ripetuti rapporti sessuali con una ragazzina di 16 anni, ospite della comunità Lautari di Pozzolengo.

La decisione dei magistrati della libertà è arrivata nel primo pomeriggio di giovedì, a pochi minuti dalla chiusura della cancellerie. Non si conoscono ancora le motivazioni della decisione, attese entro la giornata di venerdì.

Il legale di Bonomelli, Sandro Mainardi, ha cercato di sostenere di fronte ai giudici l'insussistenza del reato, dato che la ragazza, oltre ad essere consenziente, non era nemmeno rimasta assoggettata dall'autorità dell'uomo, ma aveva deciso di 'consumare' rapporti sessuali "semplicemente perché le piaceva".


Rimandata al mittente anche la richiesta di scarcerazione per la la 40enne Michela Righetti, che, per il Nucleo investigativo dell'Arma guidato dal pm Claudio Pinto e dal cap. Pietro D'Imperio, avrebbe ricoperto un ruolo fondamentale nella tresca con la 16enne. Per gli inquirenti, i rapporti con 60enne si sarebbero consumati a casa dell'uomo e in diversi alberghi a Venezia, Brescia e Roma.

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