menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Celeste: sentenza rinviata, ma le cure possono riprendere

La decisione sul ricorso rinviata al 28 agosto. Per quanto riguarda la ripresa delle cure, si tratta, precisa il giudice, di un provvedimento assunto "in via provvisoria, nelle more dell'adozione della decisione"

La piccola Celeste deve poter proseguire le cure con le cellule staminali, perché è in pericolo quotidiano di vita, in attesa della decisione definitiva del tribunale. E' quanto ha stabilito il giudice del lavoro di Venezia Margherita Bortolaso in un secondo provvedimento depositato in tarda mattinata, dopo il rinvio al 28 agosto della decisione sull'accogliemento del ricorso della famiglia contro l'Ospedale Civile.

Il giudice, come hanno reso noto i legali della famiglia della bambina, ha disposto in via d'urgenza, ordinandolo all'ospedale di Brescia, l'effettuazione "di un'infusione immediata delle cellule staminali con la metodica già applicata (prelevate dalla madre)".

Viene confermata la richiesta di documentazione agli Spedali Civili di Brescia, in cui la bimba di due anni, affetta da atrofia muscolare spinale, stava svolgendo la cura compassionevole con cellule staminali adulte.

Si tratta, precisa il togato, di un provvedimento assunto "in via provvisoria, nelle more dell'adozione della decisione" rimandata all'esito dell'udienza di fine agosto. Soddisfatto della posizione del giudice è il papà di Celeste, Gianpaolo Carrer. "Speriamo che sia solo la prima apertura, la prima notizia positiva in questa vicenda - commenta -. Ne ero sicuro perché avevo già notato ieri in udienza l'attenzione con la quale siamo stati ascoltati".

"La dottoressa Bortolaso ha dimostrato di essere non solo un ottimo professionista ma anche un essere umano - aggiunge il dottor Marino Andolina, il pediatra in pensione che ha seguito la piccola prima a Trieste e poi a Brescia -. Che Dio la benedica".


"Ho già parlato con l'ospedale di Brescia - aggiunge - e sono pronto a partire per andare lì". Sui tempi necessari per riprendere il trattamento, Andolina non si sbilancia. "Ci vorranno due o tre giorni intanto - conclude - per valutare la vitalità e la sterilità delle cellule" prelevate alla madre e in attesa di essere trapiantate a Celeste.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Il falso mito dell'acqua e limone da bere (calda) la mattina

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BresciaToday è in caricamento