Biglietto unico: si attiva il popolo dei pendolari

Non piace il nuovo sistema integrato. Al via la raccolta firme per chiedere di rielaborare il tariffario in maniera più equa per coloro che non usano il servizio urbano.

Si sono scaldati gli animi fra i pendolari dei pullman blu, utenti del servizio extraurbano di Arriva (Sia-Saia), FNMA e  Apam. Dal 2 febbraio infatti è entrato in vigore il nuovo biglietto unico "Inpiù", che integra il servizio extraurbano a quello urbano e permette di utilizzare il Tpl cittadino (bus e metropolitana)  con un prezzo dai 10 ai 40 centesimi in più rispetto a prima.

Un vantaggio per tutti, tranne che per coloro che non hanno interesse a utilizzare il servizio urbano. E pare non siano pochi.

Giovedì sera utenti, pendolari, studenti e lavoratori si sono riuniti per dibattere contro "l'iniquità di scelte che non hanno tenuto conto dei tanti disagi presenti sulle reti del trasporto urbano, extraurbano e ferroviario", si legge in una nota di Federconsumatori, ed è emersa una volontà condivisa di rivendicare la possibilità di scegliere: a fianco del biglietto “unico” che in verità in tante tratte resta doppio, va mantenuto il biglietto ordinario.

Al via dunque la raccolta firme: oltre mille in una sola settimana raccolte da Legambiente, pendolari di «In orario», Federconsumatori e Studenti medi . Fra le istanze, la richiesta di lasciare il capolinea dei pullman alla Stazione ferroviaria e di rivedere il meccanismo dell´integrazione. Le quattro associazioni stanno conservando i tagliando urbani inutilizzati, in vista dell'eventualità di portarli come prova all´assessore alla Mobilità in Loggia Federico Manzoni.

Il responsabile Trasporti dell´associazione Legambiente Dario Balotta sottolinea l'iniquità del cambiamento: fa pagare anche chi non la usa, crea disparità tra chi arriva in pullman dalla provincia e chi viene in treno (da Rovato, ad esempio) non costretto a nessuna integrazione. E restando ai pullman, i camuni che vengono in città con Fnma (Ferrovie Nord Milano Autolinee) «non solo non hanno avuto gli aumenti ma non pagano nemmeno l´integrazione», dice.

Fra le testimonianze non mancano quelle di coloro che, a conti fatti, in seguito al cambiamento sono tornati per convenienza a utilizzare l'auto. La raccolta firme continua.

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