Cronaca

Inferno di fuoco in montagna: è caccia al piromane

Il rogo ha distrutto 300 ettari di bosco e pascoli in Valcamonica. Sulle origini dolose del rogo le autorità non nutrono più alcun dubbio. Un uomo sarebbe stato notato mentre appiccava il fuoco ad alcune sterpaglie: il piromane avrebbe ormai le ore contate

C'è sicuramente la mano di un piromane dietro al rogo più devastante degli ultimi anni: 200 ettari di pascoli e 100 di boschi di abete rosso e larice sono stati ridotti in cenere. Per spegnere le fiamme divampate mercoledì pomeriggio ci sono volute oltre 24 ore e il lavoro di un centinaio di uomini dei gruppi della protezione civile, dei Vigili del Fuoco di Brescia, Darfo, Breno ed Edolo, e dei Carabinieri della Forestale.

Nei giorni scorsi la montagna ha continuato a bruciare: una lingua di fuoco di almeno una decina di chilometri, con le fiamme che in alcuni momenti avrebbero raggiunto addirittura i venti metri d'altezza. Giovedì mattina hanno cominciato a volare i Canadair, grazie ai quali si è messa la parola fine all'emergenza, spegnendo tutti i focolai.

Ora è caccia all'uomo che ha dato vita a quell'inferno di fuoco, polverizzando i boschi e i pascoli di diverse località: da Prestine a Nodà e Pian di Campo, fino ai margini del Bazena e del Crocedomini. Il nucleo investigativo della Forestale avrebbe già raccolto testimonianze e racconti utili per individuare l'autore.

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