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Bergamo, Alberto Calderoli: "Alessia, non so se potrò perdonarti"

Così, sulla bacheca Facebook, il marito della 36enne che ha ucciso la figlia prima di suicidarsi tagliandosi la gola con un coltello

"Non riuscirò mai a perdonarmi per non essere riuscito ad aiutarti a uscire dalla tua malattia e ritrovare la voglia di vivere e non so se potrò perdonarti per esserti portata via la meravigliosa creatura piena di vita che abbiamo creato insieme".

Omicidio-suicidio Bergamo:
la moglie di Calderoli malata di depressione

E' il messaggio che Alberto Calderoli ha scritto oggi sulla sua bacheca di Facebook, dove ha pubblicato la foto della moglie Alessia Olimpo, ritratta in un momento felice assieme alla loro bimba Elisa, di 18 mesi.

"Da un anno e più ho fatto il mio umanamente possibile per aiutare Alessia e mi sono trovato davanti a un sistema che non può intervenire in aiuto perché la persona che sta male, per una disfunzione chimica, quindi non in grado di capire che sta male, non può essere obbligata a curarsi, se non vuole lei (peccato solo che non possa volerlo)".

"Quello che sento dopo decine di fratture ossee passate è un nuovo tipo di dolore devastante - aggiunge Calderoli - che non sono in grado di descrivere se non come un'onda che travolge all'improvviso e continua a ripetersi senza sosta, scevro da qualunque ansia o preoccupazione. Non c'é antidolorifico che funzioni: non so se e quando finirà, ci vorrà probabilmente il suo tempo".

"Ora capisco ancora di più quanto i propri bambini siano gioielli inestimabili - scrive ancora - vanno tutelati e io non ci sono riuscito".

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