Cronaca

False richieste di lavoro e immigrazione clandestina: nove arresti

Imprenditori italiani dichiaravano falsamente di avere bisogno di lavoratori stranieri, per far ottenere permessi di soggiorno poi gestiti da un'organizzazione criminale

La Guardia di Finanza di Bergamo ha eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare (3 in carcere e 6 ai domiciliari), emesse dal gip di Brescia, sgominando una presunta organizzazione per delinquere composta da italiani ed extracomunitari dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina su larga scala.

Le ordinanze sono state eseguite nei confronti di 3 cittadini italiani, 2 indiani, 2 pakistani e 2 marocchini, tutti da tempo stabilmente residenti nella Bergamasca. L'indagine ha riguardato il 'decreto flussi' degli anni 2010 e 2011, che fissa le quote dei visti di ingresso concessi annualmente per ogni Stato. L'operazione ha permesso di individuare l'organizzazione che operava anche con ramificazioni nei territori di Milano, Monza, Ragusa, Pescara e Matera.

Complessivamente sono state indagate 33 persone (di cui 15 italiani). Esaminati oltre 1.500 visti: circa 300 erano stati emessi a favore di immigrati che avevano ottenuto il permesso di soggiorno sulla base di documentazione fittizia fornita da presunti datori di lavoro.


Gli imprenditori italiani coinvolti, oggetto anche di specifici controlli fiscali, dichiaravano falsamente di avere bisogno di lavoratori stranieri soprattutto nel settore agricolo ed edile, in alcuni casi fino a 300 ciascuno. Eseguite contestazioni amministrative per circa 100.000 euro nei confronti degli imprenditori che hanno impiegato lavoratori in nero. Coinvolti anche alcuni funzionari pubblici.

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