Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Chiuduno: in centinaia per l'ultimo saluto a Eleonora Cantamessa

Folla commossa per l'addio alla ginecologa del Sant'Anna, morta a 44 anni mentre prestava soccorso a un indiano ferito in una rissa: "Eleonora, il tuo è stato un amore gratuito, disinteressato, giusto"

Eleonora Cantamessa

"Eccomi signore io vengo è il titolo del canto che poniamo sulle labbra alla nostra sorella Eleonora: va incontro al dio della vita, al dio che vince la morte e noi la accompagniamo con fede e amore".

Lo ha detto don Ettore Galbusera all'inizio dei funerali di Eleonora Cantamessa, la ginecologa di 44 anni uccisa domenica sera a Chiuduno, celebrati questo pomeriggio a Trescore Balneario in una chiesa gremita.

"Esprimiamo con la preghiera la nostra profonda vicinanza alla mamma, al papà, a Luigino, a tutti i familiari e amici e colleghi. Il dolore è lo stesso ma anche la speranza - ha aggiunto il parroco -. A nome anche della famiglia saluto le autorità civili e militari, gli amici, chi condivide il cammino della nostra fede e anche chi non lo condivide ma è qui per dire grazie a Eleonora della sua testimonianza". Sul feretro collocato al centro della chiesa è stato lasciato il camice bianco della dottoressa.

Don Ettore Galbusera prima dell'omelia ha letto la pagina del Vangelo di Luca con la parabola del buon Samaritano.

"Il Vangelo raccontava di te, quando abbiamo ascoltato 'Era in viaggio, passandogli accanto vide e ne ebbe compassione' - ha detto il parroco -. Tutto era buio, poco si potrebbe vedere nel buio, specialmente quando si sfreccia in auto. Tutto potrebbe essere un comodo alibi per andare oltre. Ma anche nel buio un cuore educato da sempre alla luce dell'amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e il prossimo tuo come te stesso, quel cuore non può non fermarsi. Deve fasciare le ferite, come sa e come può. Deve versare l'olio di una umanità vera, non ipocrita, di una fraternità che non fa distinzione di razze, culture, religione. L'olio della professionalità e del dovere in difesa della vita, senza chiedersi niente".

"Eleonora, il tuo è stato un amore gratuito, disinteressato, giusto, che non fa calcoli, non ti sei chiesta: sei uguale a me o sei diverso? Hai ragione o torto? Da dove vieni? Sbaglio a fermarmi? - ha continuato Don Ettore - Ma ti sei detta solo: tu sei un uomo che ha bisogno di me. Grazie Eleonora per questa stupenda omelia, la più bella della tua vita".

Mino Cantamessa, il papà di Eleonora, salendo sull'altare al termine del funerale, ha in invece ringraziato la comunità di indiani e il console generale di Milano, "che ci hanno espresso il loro grande rammarico per quanto accaduto, esprimiamo il nostro fermo convincimento che nel disegno di Dio c'è il dono della redenzione e della rinascita, durante e dopo l'espiazione della pena degli autori del tragico fatto".

Il papà della dottoressa ha poi voluto ringraziare anche i presenti per la vicinanza e l'affetto e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Enrico Letta per i loro messaggi di cordoglio.

Fuori dalla chiesa, ha parlato in rappresentanza delle istituzioni il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo: "Eleonora, che con il suo slancio d'amore verso il prossimo ha sacrificato la sua vita nel tentativo di salvarne un'altra, ci lascia un esempio di pura gratuità e al tempo stesso di eroismo civile che ha molto da insegnare al nostro egoismo - ha dichiarato -. Un atto che lascia stupefatti, scuote la nostra indifferenza quotidiana e pungola la nostra umanità come solo sa fare la grandezza semplice dell'amore".

Dopo aver espresso a tutta la famiglia di Eleonora vicinanza e 'gratitudine per l'insegnamento di civiltà che stiamo ricevendo' e rivolto un pensiero anche ai congiunti dell'indiano ucciso con lei, Cattaneo ha infine ricordato che nella prossima seduta del Consiglio regionale sarà ricordato l'atto eroico della dottoressa.

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