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Cronaca

Schiaffi e strattoni a un'alunna disabile: assistente scolastica in manette

La 33enne, dipendente di una cooperativa, è in carcere. Nelle prossime ore l'udienza di convalida

Inchiodata dalle telecamere nascoste piazzate dai carabinieri a scuola, un'assistente ad personam è finita in manette pochi giorni dall'avvio delle indagini. I piccoli occhi elettronici piazzati dai militari, su mandato del pm Alessio Bernardi, avrebbero infatti registrato le violenze e i maltrattamenti perpetrati dalla collaboratrice scolastica di 33 anni ai danni di una bambina disabile di 6 anni, che frequenta una scuola elementare della Bassa Bresciana: schiaffi, strattoni, tirate per i capelli e pizzicotti. 

Violenze in classe

La 33enne - dipendente di una cooperativa - è finita in manette giovedì, a pochi giorni dall'avvio dell'indagine: i carabinieri hanno fatto irruzione nella scuola, dopo che le telecamere nascoste avrebbero registrato le violenze. L'assistente scolastica è stata invitata ad uscire dall'aula e a consegnare il cellulare: per lei è scattato l'arresto in flagranza e, poco dopo, si sono aperte le porte del carcere di Verziano. Tra poche ore comparirà davanti al giudice per la convalida: è accusata di maltrattamenti e lesioni aggravate.

Per la bimba l'incubo cominciato - pare - qualche mese fa è finito tra le braccia del carabiniere che è entrato nella sua classe e l'ha presa tra le sue rassicuranti braccia.

Le indagini

Gli inquirenti hanno chiuso il caso - partito dalla segnalazione dei genitori della piccola - in pochissimi giorni. La coppia si era accorta che qualcosa non andava anche se la piccola - affetta da autismo - faticava a raccontare a parole il disagio e quanto avrebbe subito in classe da chi avrebbe dovuto accudirla durante l'orario scolastico. Il suo atteggiamento, i pianti e la resistenza opposta ogni mattina, quando bisognava uscire di casa per andare a scuola, hanno fatto intuire ai genitori che qualcosa non andava. Ma, più di ogni altra cosa sono stati "i segni inconfutabili di violenza fisica" notati sul corpo della figlioletta a spingere la coppia a rivolgersi ai carabinieri.

E i sospetti di mamma e papà si sarebbero - purtroppo - rivelati fondati, in un lasso di tempo brevissimo. A confermarlo, per chi indaga, sono i filmati delle micro telecamere nascoste nelle aule della scuola primaria di un paese della Bassa Bresciana.

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