Brescia: il gazebo della discordia in Piazza Arnaldo

Nelle aule dei tribunali va in scena la guerra legale per il gazebo del bar-pasticceria Elisabetta, situato all'ingresso di piazza Arnaldo, all'angolo con via Trieste. Una struttura che ha suscitato non poche polemiche, perché costruita sul verde pubblico e che il Comune vorrebbe smantellare

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Nelle aule dei tribunali va in scena la guerra legale per il gazebo del bar- pasticceria Elisabetta, situato all'ingresso di piazza Arnaldo, all'angolo con via Trieste. Una struttura che ha suscitato non poche polemiche, perché costruita sul verde pubblico. Tanto che il proprietario dell'immobile dove si trova il locale, ha fatto ricorso al Tar,  impugnando la concessione d' occupazione. Un ricorso, sul quale il Tar deciderà il prossimo 7 ottobre, dal quale è partita l'intera e complessa vicenda giudiziaria che ha portato la signora Elisabetta, proprietaria del locale, a dover rivolgersi agli avvocati per mantenere un' autorizzazione che gli era stata concessa dalla precedente amministrazione comunale, ma che non è stata rinnovata dal quella attuale.

Stando a quanto riferito dal Comune il gazebo dovrebbe essere già stata smantellato, ma seduti ai 18 tavoli ospitati dalla struttura i clienti, ignari di tutto, sorseggiano un aperitivo. Elisabetta, la proprietaria, mentre prepara gli aperitivi mostra volentieri tutte le carte e i documenti della complessa vicenda, raccontando la sua versione dei fatti:

Non è vero che devo smantellare tutto, perché l'ordine di rimozione è stato sospeso.  Inoltre la precedente amministrazione comunale mi aveva concesso l'autorizzazione per un anno, rinnovabile per altri quattro. In quasi 17 anni di attività non ho mai avuto problemi con il comune e non voglio andare contro all'autorità. Io mi auguro di trovare un accordo, una soluzione intermedia che non sia la rimozione del gazebo. Questa struttura mi è costata 80 mila euro e la sto ancora pagando, sono esposta con le banche. Per me sarebbe un gravissimo danno economica doverla rimuovere, oltre ai soldi già investiti dovrei accollarmi anche le spese di rimozione. Inoltre, quando ho costruito il gazebo ho seguito alla lettera le prescrizioni;  persino i tavoli e le sedie sono stati scelti dai tecnici comunali.  Sono l'unica commerciante della piazza che ha anche ottenuto il permesso delle Belle Arti ”

Anche nel progetto comunale di riqualificazione di piazza Arnaldo il gazebo della discordia non è previsto. Al locale sono concessi meno della metà dei tavoli che si sono attualmente (dagli attuali 18 si scenderebbe 6) che sarebbero posizionati sul marciapiede di fronte e sul lato sinistro del locale. Sul ricorso presentato dalla signora Elisabetta, contro il diniego e contro l´ordine di rimozione del gazebo,  giudicherà, in via cautelare,  il tribunale di via Zima, il  prossimo 22 aprile.

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