Cronaca

Assalti ai bancomat per mezzo milione di euro: "Tanto se ci beccano usciamo subito"

Otto arresti tra Romania e Moldavia: sgominata la banda del gancio che in meno di sei mesi ha fatto incetta di oltre mezzo milione di euro in contanti, tra Brescia e l'Emilia Romagna

Otto arrestati e quattordici indagati, una decina di assalti al bancomat solo nel Bresciano, una sessantina i capi d'imputazione, circa mezzo milione di euro il bottino, oltre un milione di euro i danni a negozi e filiali bancarie: sono questi i numeri dell'operazione “Cash Crash” portata a termine dai carabinieri della Compagnia di Brescia, e che ha portato all'arresto appunto di otto persone.

Cinque rumeni e tre moldavi, tutti raggiunti in patria dall'ordinanza di custodia cautelare: tornavano in Italia solo in occasione di colpi e spaccate. La loro base operativa era a Cellatica, a casa di Petru Cibotareanu, dove spesso si fermavano per i sopralluoghi, dove nascondevano la refurtiva, dove si appoggiavano per recuperare i ferri del mestiere.

Il capo del sodalizio criminale è Nelu Pohrib, considerato dalla sua banda un “capo buono”, pronto a rinunciare a parte del bottino per dividerlo con gli altri, quando i colpi andavano male. Proprio lui al telefono raccontava senza pudore: “Andiamo in Italia perché la polizia non ci fa niente, non sparano neanche. E poi dal carcere usciamo subito”.

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