Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Operai non pagati e "buco" da 600 milioni: altri 7 anni per Arturo Medeghini

Altri 7 anni di carcere per Arturo Medeghini, nell'ambito del secondo filone processuale sul crac (da 600 milioni) dello storico gruppo caseario bresciano

Crac Medeghini, di nuovo in tribunale: è stata resa nota la sentenza del secondo filone processuale relativo alla bancarotta da circa 600 milioni di euro che ha coinvolto (e travolto) la storica azienda casearia Medeghini, e le società controllate Delfino srl e Kriotrans srl, di proprietà della holding familiare. 

Nel dettaglio, l'ex amministratore Arturo Medeghini è stato condannato a 7 anni di carcere per bancarotta fraudolenta, la moglie Simona Trivella a 2 anni, i sindaci (membri del collegio sindacale) delle due società sono stati invece assolti: Costanzo Bonomi, Mauro Mor, Ivan Mora e Paolo Pintossi.

Medeghini era già stato condannato nel corso del primo filone processuale: dopo una sentenza di 8 anni in primo grado, aveva patteggiato a 4 anni e 8 mesi in appello. Insieme a lui erano finiti a processo anche il fratello Severino e il padre Giovanni. Tutto in famiglia.

Il “Crac Medeghini”

Del “Crac Medeghini” si è detto (e scritto) tanto. Storico gruppo caseario bresciano, con sede a Mazzano ma conosciuto in tutta la penisola: il rapido tracollo a partire dal 2011, a seguito delle prime perdite accertate (oltre 100 milioni di euro), i mancati pagamenti agli operai, il lento declino dell'azienda che negli anni del suo massimo splendore controllava almeno una dozzina di società, e dava lavoro a centinaia e centinaia di persone.

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